La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato da Massimo Ruggiero Curci, commercialista originario di Carapelle ed ex proprietario del Foggia Calcio, confermando l’ordinanza della Corte d’Appello di Milano che aveva respinto la richiesta di revoca della confisca per equivalente disposta nei suoi confronti.
La sentenza, depositata il 1° luglio 2026, chiude un ulteriore capitolo giudiziario della vicenda che coinvolge Curci, già condannato quale consulente fiscale nell’ambito di un procedimento per reati tributari.
La decisione della Cassazione
I giudici della Suprema Corte hanno ritenuto infondati i motivi di ricorso, confermando integralmente quanto già stabilito dalla Corte d’Appello di Milano in funzione di giudice dell’esecuzione.
La difesa aveva chiesto la revoca della confisca per equivalente sostenendo che, alla luce dell’evoluzione della giurisprudenza, la misura dovesse essere rideterminata o comunque rivista. In subordine aveva anche sollecitato la rimessione alla Corte costituzionale di una questione di legittimità relativa all’articolo 12-bis del decreto legislativo 74 del 2000 e alle norme processuali che disciplinano l’esecuzione della confisca.
Le motivazioni dei giudici
La Cassazione ha escluso che le questioni prospettate potessero essere affrontate nella fase esecutiva del procedimento.
Secondo i giudici, la determinazione del profitto confiscabile è strettamente collegata all’accertamento del reato tributario già definito con sentenza irrevocabile e non costituisce una semplice questione esecutiva suscettibile di essere rimessa in discussione.
La Suprema Corte evidenzia inoltre come Curci, nella sua qualità di consulente fiscale, abbia svolto una funzione determinante nella realizzazione dei reati contestati, circostanza che giustifica il mantenimento della misura patrimoniale nei suoi confronti.
Respinta anche la richiesta di sollevare una questione di legittimità costituzionale, ritenuta inammissibile e priva dei presupposti necessari.
Ricorso respinto e spese a carico del ricorrente
Con il rigetto del ricorso, la Cassazione ha disposto anche la condanna di Curci al pagamento delle spese processuali, confermando così definitivamente il provvedimento impugnato.
Curci è noto in Capitanata anche per essere stato in passato proprietario del Foggia Calcio, oltre che per la sua attività di commercialista.











