Quattro condanne per un totale di 28 anni e 6 mesi di reclusione. È la richiesta formulata dalla Procura nel processo con rito abbreviato a carico di quattro presunti componenti della cosiddetta “banda della marmotta”, accusati di associazione per delinquere, porto e detenzione illegale di esplosivo e di tre assalti falliti ai bancomat tra il Gargano e i Monti Dauni.
Il pubblico ministero Laura Simeone, attraverso una memoria scritta depositata agli atti, ha chiesto il riconoscimento di tutte le contestazioni formulate dalla Procura, tenendo conto della riduzione di pena prevista dal rito abbreviato.
Le richieste di condanna
Nel dettaglio, il pm ha chiesto 8 anni e 6 mesi di reclusione per Antonio Battaglini, 38 anni di Orta Nova; 8 anni per Francesco Di Michele, 24 anni di Ordona; 6 anni per il fratello Lorenzo Di Michele, 29 anni; e altri 6 anni per Pasquale Schiavone, 43 anni, anche lui di Ordona.
Secondo l’accusa, i quattro farebbero parte di un gruppo specializzato negli assalti ai bancomat mediante l’utilizzo della cosiddetta “marmotta”, un ordigno esplosivo inserito nella fessura di erogazione del denaro per provocare l’apertura dello sportello automatico.
I colpi contestati
Il procedimento riguarda tre assalti falliti avvenuti nel 2024.
Il primo risale alla notte del 21 giugno a Chieuti, ai danni di uno sportello della Banca Popolare di Milano. Gli altri due episodi si sarebbero verificati nella notte del 10 agosto a Biccari e Bovino, dove nel mirino finirono rispettivamente la Banca Popolare Pugliese e un altro sportello Bpm.
Le esplosioni causarono ingenti danni alle strutture bancarie ma non consentirono ai responsabili di impossessarsi di denaro.
Secondo gli inquirenti, durante il colpo di Chieuti Antonio Battaglini e Francesco Di Michele avrebbero riportato ferite e ustioni provocate dall’esplosione.
La difesa: “Nessuna associazione per delinquere”
Nel corso delle arringhe, gli avvocati hanno chiesto l’assoluzione degli imputati o, in subordine, il riconoscimento delle attenuanti e l’applicazione delle pene minime.
I difensori hanno inoltre evidenziato come il Tribunale del Riesame, pronunciandosi sui ricorsi presentati dopo gli arresti, avesse già escluso la sussistenza dell’associazione per delinquere contestata dalla Procura.
L’inchiesta partita dal Molise
I quattro imputati furono arrestati il 20 novembre 2025 in esecuzione di ordinanze di custodia cautelare emesse dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Larino.
L’inchiesta era stata inizialmente coordinata dalla Procura molisana e dai carabinieri di Larino, che avevano ipotizzato l’esistenza di un gruppo composto da undici persone tra Foggia e provincia, ritenuto responsabile di nove assalti ai bancomat in diverse regioni italiane.
Cinque colpi avrebbero fruttato complessivamente circa 193mila euro, mentre altri quattro sarebbero falliti.
Successivamente, il giudice di Larino, rilevando che la presunta associazione avrebbe avuto base operativa nel Foggiano, trasmise gli atti alla Procura di Foggia per competenza territoriale.
Già coinvolti in un’altra inchiesta
Per due degli imputati si tratta del secondo procedimento per fatti analoghi.
Antonio Battaglini e Lorenzo Di Michele si trovavano già detenuti quando ricevettero la nuova ordinanza cautelare, essendo stati arrestati nel dicembre 2024 nell’ambito di un’altra indagine coordinata dalla Procura di Foggia e dai carabinieri.
In quel procedimento erano contestati diciassette assalti a bancomat commessi nel Foggiano e fuori regione. In primo grado Battaglini è stato condannato a 6 anni, 11 mesi e 10 giorni di reclusione, mentre Lorenzo Di Michele a 7 anni, un mese e 20 giorni.
Sentenza rinviata
Al termine della discussione, il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Foggia, Cecilia Massarelli, ha rinviato il procedimento per la decisione.
I quattro imputati, attualmente agli arresti domiciliari, hanno sempre respinto ogni accusa.













