L‘incendio che domenica ha devastato un’ampia porzione di bosco tra Peschici e Vieste sarebbe di probabile origine dolosa. È quanto emerge dalle prime valutazioni degli investigatori, mentre proseguono gli accertamenti per ricostruire con precisione le cause del rogo che ha distrutto oltre 150 ettari di macchia mediterranea e pineta, minacciando villaggi turistici e spiagge del Gargano.
A favorire la rapidissima propagazione delle fiamme è stato il forte vento che per tutta la giornata ha soffiato sul versante adriatico della Puglia, alimentando il fronte dell’incendio e spingendo una densa coltre di fumo fino al centro abitato e agli arenili, rendendo necessaria l’evacuazione preventiva di centinaia di bagnanti e turisti.
L’emergenza si è conclusa senza feriti e senza danni a strutture ricettive o abitazioni. Nel giro di poche ore gli ospiti di alberghi, villaggi turistici e campeggi hanno potuto fare ritorno nelle rispettive strutture.
La Guardia di Finanza salva nove persone
Alle operazioni di soccorso hanno preso parte anche i mezzi navali del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza, partiti da Vieste e Manfredonia.
Nel corso dell’intervento i finanzieri hanno evacuato numerosi bagnanti rimasti intrappolati sulle spiagge, mettendo in salvo nove persone, tra cui donne e bambini. Sono stati inoltre recuperati due civili caduti accidentalmente in mare durante le operazioni di imbarco sulle imbarcazioni impiegate nei soccorsi. Le attività delle unità navali si sono concluse intorno alle 21 di domenica.
Il ricordo del dramma del 2007
L’episodio riporta inevitabilmente alla memoria il devastante incendio del 24 luglio 2007, quando tra Peschici e Vieste andarono distrutti circa quattromila ettari di macchia mediterranea.
In quell’occasione persero la vita Romano e Carmela Fasanella, fratelli di 81 e 71 anni, rimasti intrappolati tra le fiamme, e tre giorni dopo morì anche il commerciante Domenico De Nittis, che aveva tentato di salvare la propria attività. L’incendio provocò inoltre l’evacuazione di circa 3.000 persone, mentre oltre 300 si rivolsero agli ospedali per ustioni o intossicazioni. Le indagini su quel rogo si conclusero senza individuare responsabili.
Il sindaco in prima linea contro il fuoco
Tra i protagonisti delle operazioni di spegnimento c’è stato anche il sindaco di Peschici, Luigi D’Arenzo, che ha partecipato personalmente alle attività antincendio.
Volontario della Protezione civile dal 1998 e oggi coordinatore del gruppo comunale, il primo cittadino è stato tra i primi a raggiungere la zona di Pile Fraballe, dove il rogo è divampato, lavorando con gli altri volontari nelle operazioni di spegnimento, bonifica e coordinamento.
“Sono grandi responsabilità, ma allo stesso tempo è un onore perché lo fai con il cuore. Vedere certe ferite nel proprio territorio non è bello“, ha dichiarato.
Bonifica ancora in corso
Sul fronte operativo, dalla Prefettura di Foggia fanno sapere che la situazione è ormai sotto controllo. Non risultano focolai attivi, ma soltanto alcune fumarole che vengono costantemente monitorate dai Vigili del Fuoco, anche in considerazione della presenza del vento che potrebbe alimentare eventuali riprese delle fiamme.









