Si chiude con un’archiviazione la vicenda giudiziaria nata dalla querela presentata da Raffaele Faiella nei confronti del direttore de l’Immediato Francesco Pesante per un articolo pubblicato l’8 dicembre 2023 sulla maxi inchiesta “Hydra” della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano.
La giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Foggia, Odette Eronia, ha accolto la richiesta di archiviazione avanzata dalla procura, rigettando l’opposizione proposta dalla persona offesa.
L’articolo sulla presunta “Supermafia”
Al centro del procedimento vi era un articolo de l’Immediato dedicato all’operazione “Hydra”, l’inchiesta della Dda di Milano che ipotizzava l’esistenza di un presunto consorzio criminale composto da esponenti di Cosa Nostra, ‘Ndrangheta e Camorra e documentò anche tavolate imbandite con i sospettati. Nell’articolo venivano riportati alcuni passaggi contenuti nella richiesta di misure cautelari, tra cui riferimenti a Faiella emersi nelle conversazioni intercettate e nelle dichiarazioni raccolte dagli investigatori.
Secondo la querela, la pubblicazione avrebbe leso la reputazione dell’ex appartenente alla Guardia di Finanza. Diversa la valutazione della procura e successivamente del gip.
Il diritto di cronaca riconosciuto dal giudice
Nell’ordinanza si evidenzia come il giornalista si sia limitato a riportare contenuti presenti negli atti giudiziari utilizzati dalla Procura di Milano nella richiesta cautelare e come l’argomento fosse di evidente interesse pubblico per la vastità dell’inchiesta e la gravità delle contestazioni ipotizzate dagli inquirenti milanesi.
La giudice richiama inoltre la consolidata giurisprudenza sul diritto di cronaca, sottolineando che l’esimente opera quando ricorrono i requisiti della verità della notizia, della rilevanza sociale e della continenza espressiva. Nel caso specifico, il provvedimento evidenzia l’assenza di “gratuite aggressioni all’altrui reputazione”.

Le dichiarazioni di Gioacchino Amico
Nell’ordinanza viene ricordato che i riferimenti a Faiella contenuti nell’articolo non erano affermazioni del giornalista ma dichiarazioni attribuite ad altri soggetti presenti negli atti investigativi, tra cui Gioacchino Amico e Francesco Berducci.
Proprio Gioacchino Amico era indicato dagli investigatori milanesi come una delle figure centrali della presunta organizzazione criminale descritta nell’inchiesta “Hydra”, sebbene gran parte dell’impianto accusatorio associativo sia stato successivamente contestato dal gip di Milano.
Il nome di Amico è tornato di recente al centro delle cronache nazionali proprio in relazione agli sviluppi giudiziari legati all’indagine lombarda e al dibattito sulla presunta esistenza di una federazione criminale tra diverse organizzazioni mafiose.

Il richiamo a Giancarlo Siani
Nel corso dell’udienza camerale, l’avvocato de l’Immediato Pierpaolo Fischetti ha richiamato il valore costituzionale del diritto di cronaca giudiziaria e il ruolo svolto dai giornalisti nell’informare i cittadini su vicende di interesse pubblico.
Nella sua arringa il legale ha citato anche la figura di Giancarlo Siani, il giornalista de “Il Mattino” assassinato dalla camorra nel 1985 per il suo lavoro di inchiesta sui rapporti tra criminalità organizzata, politica ed economia. Un richiamo simbolico al valore dell’informazione e alla funzione svolta dalla stampa nel raccontare fenomeni mafiosi e vicende giudiziarie di rilevanza pubblica.
Fine del procedimento
Con il rigetto dell’opposizione e l’accoglimento della richiesta del pubblico ministero, il gip ha disposto l’archiviazione del procedimento nei confronti di Francesco Pesante, ritenendo che gli elementi raccolti non consentissero una ragionevole previsione di condanna.











