Resta in carcere il 46enne di San Giovanni Rotondo fermato dai carabinieri con l’accusa di tentato omicidio aggravato ai danni di un concittadino di 51 anni, ferito con un colpo di pistola al termine di una violenta discussione.
Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Foggia ha infatti convalidato il fermo eseguito dai militari della Compagnia di San Giovanni Rotondo nella tarda serata del 24 maggio scorso, accogliendo la richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica di Foggia.
Il ferimento dopo una lite
Secondo la ricostruzione investigativa, il ferimento sarebbe avvenuto all’interno dell’abitazione della vittima.
I due uomini avrebbero avuto una discussione per motivi ritenuti futili dagli inquirenti. La lite sarebbe poi degenerata fino all’esplosione di un colpo d’arma da fuoco che ha raggiunto il 51enne al fianco sinistro.
Le condizioni dell’uomo sono apparse subito gravi. Dopo i primi soccorsi è stato trasportato in ospedale e ricoverato in prognosi riservata.
La caccia al presunto autore
Le indagini avviate immediatamente dai carabinieri hanno consentito di individuare e rintracciare il presunto responsabile poche ore dopo il fatto.
Nel corso delle successive perquisizioni personali e domiciliari, i militari hanno sequestrato un vero e proprio arsenale.
Tre pistole clandestine e materiale esplosivo
Nelle disponibilità dell’indagato sono state trovate tre pistole prive di matricola, una delle quali sarebbe ritenuta dagli investigatori quella utilizzata per il ferimento.
I carabinieri hanno inoltre rinvenuto un fucile calibro 22, sul quale sono in corso ulteriori accertamenti per verificarne l’eventuale provenienza illecita, numerose munizioni di vario calibro e materiale esplosivo.
Gli accertamenti balistici e tecnici proseguono per chiarire l’esatta natura delle armi sequestrate e il loro eventuale utilizzo in altri episodi criminosi.
L’inchiesta della Procura di Foggia
L’attività investigativa è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Foggia, che contesta al 46enne il reato di tentato omicidio aggravato.
Dopo la convalida del fermo, l’uomo è rimasto detenuto presso la Casa circondariale di Foggia a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Come previsto dalla legge, il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e l’indagato deve essere considerato non colpevole fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.











