La “Rivolese”, la SP77 che collega Manfredonia con Cerignola, sarà completata e ristrutturata. La spesa prevista è di 50 milioni. Lo ha annunciato il consigliere regionale e responsabile del Cis Capitanata (Contratto istituzionale di sviluppo) Nicola Gatta, nell’ambito del “piano di rilancio della viabilità provinciale, frutto di una programmazione – ha evidenziato – costante mirata a mettere in sicurezza e ammodernare la rete viaria delle provincia di Foggia, per rispondere alle esigenze storiche del territorio”.
Una opportuna e lodevole attenzione riservata ad una delle “esigenze storiche del territorio” che richiama alla mente una storia mortificante riguardante un tratto della strada SS89 Foggia-Manfredonia. Una vicenda per tanti aspetti allucinante: un tratto riconosciuto pericoloso, ripetutamente dato per cantierizzato ed ogni volta puntualmente snobbato.
“Si conta di dare il via ai lavori all’inizio del 2019 e completare l’opera entro tre anni». Fu l’annuncio trionfale a conclusione di una riunione svoltasi presso la sede Anas di Foggia, presenti le rappresentanze istituzionali provinciali e locali, convocata per discutere dell’ammodernamento della SS89, in particolare del tratto tra l’aeroporto di Amendola e Manfredonia. A rafforzare l’impegno di intervenire su quel percorso particolarmente pericoloso anche per la presenza del frequentatissimo santuario di San Leonardo, si evidenziò che “si tratta di lavori già inseriti nell’elenco delle priorità da realizzare in Puglia»” aggiungendo che “abbiamo recuperato tempo e risorse e possiamo affrontare con maggiore concretezza il problema della messa in sicurezza delle SS89”.
Era maggio 2018. Siamo a maggio 2026 (duemila ventisei) e quegli interventi di “messa in sicurezza di quell’arteria che ha mietuto vittime a non finire”, neanche l’ombra. Anzi gli annunci con tanto di tempistica e di finanziamenti, sono stati ripetuti più volte e ogni volta si è rivelata una presa in giro. Quel tratto di strada è sempre in quello stato, la lista degli incidenti che si allunga.
Un progetto scalognato, caratterizzato da un iter travagliato che ha avuto inizio nell’ormai lontano 2017 allorquando il CIPE, con delibera n. 65 del 7 agosto, approva lo schema di Contratto di programma 2016-2020 tra MIT e Anas, che prevedeva l’intervento sulla SS 89 Garganica, di lavori di razionalizzazione delle viabilità di San Giovanni Rotondo e realizzazione dell’asta di collegamento con il capoluogo e Manfredonia per una spesa di 67.842.322 euro interamente finanziato. Progetto e impegno annunciati come cantierizzati, con una cadenza impressionante, ma mai realizzati.
E dunque, 2019: delibera del CIPE n. 36 del 24 luglio 2019 che approvava l’aggiornamento del Contratto di programma 2016-2020 tra MIT e ANAS con il medesimo oggetto (il costo veniva arrotondato a 68.000.000 euro); maggio 2022: le competenti Commissioni di Camera e Senato, approvano pareri favorevoli sugli interventi strutturali sulla SS89, viabilità San Giovanni Rotondo – Manfredonia; dicembre 2022, l’ANAC ribadisce la realizzazione viabilità San Giovanni Rotondo e collegamento con Manfredonia; stessi impegni ribaditi con gli atti di aprile 2023, agosto 2023, agosto 2024.
Il deputato locale dell’epoca, oggi consigliere comunale Antonio Tasso era intervenuto più volte sulla spinosa e pressante questione, sia in Aula che in Commissione trasporti, nell’aprile 2023 annunciava: “Al via i lavori sulla SS89: alla fine ci siamo arrivati, sono cominciati i lavori sulla SS89 nel tratto San Leonardo-Aeroporto di Amendola. Ho fotografato le recinzioni in Tenax (rete arancione) – aggiungeva a conferma della notizia – che delimitano l’area di intervento per l’ampliamento della SS89 e la messa in sicurezza di quell’importante collegamento stradale Manfredonia-Foggia”.
Nel maggio 2025 arrivava in provincia di Foggia, il ministro Salvini per visionare i cantieri Anas, ma si soffermò solo su quello sulla statale Foggia-San Severo. Nessun cenno al cantiere sulla Manfredonia-Foggia evidenziato dalla recinzione come fotografata dell’on. Tasso. Anzi è stato addirittura rimosso, come ha fatto sapere l’allora consigliere comunale Massimo Ciuffreda. Di quell’intervento accompagnato dagli aggettivi più forti e solenni, non se ne è più parlato. Neanche in tempi più recenti, allorquando si è discusso della parte più garganica di quel collegamento stradale. Evidentemente da qualche parte è stato sancito che la messa in sicurezza in quel tratto di strada, non s’ha da fare.
Molto verosimilmente quel progetto con relativi finanziamenti, veri o fasulli, sono finiti in chissà quale pattumiera, per ragioni che rimangono imperscrutabili e che neanche San Leonardo, evidentemente, è riuscito a fare il miracolo.













