Una giornata di confronto serrato sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, del caporalato e dello sfruttamento lavorativo. La Prefettura di Foggia ha ospitato la missione della Commissione parlamentare d’inchiesta del Senato sulle condizioni di lavoro in Italia, guidata dal presidente Tino Magni, impegnata in una serie di audizioni con istituzioni, sindacati e rappresentanti del mondo produttivo.
Con il presidente della Commissione erano presenti anche i due componenti pugliesi, i senatori Gisella Naturale del Movimento 5 Stelle e Ignazio Zullo di Fratelli d’Italia.
Il confronto con sindacati e imprese
Nel corso della giornata la delegazione parlamentare ha incontrato i rappresentanti di CGIL, CISL, UIL e Ugl, insieme alle associazioni agricole e alle parti datoriali rappresentate dal presidente della Camera di Commercio Pino Di Carlo e dal presidente di Confindustria Foggia Tito Salatto.
Numerosi gli spunti emersi durante le audizioni, soprattutto sul tema del lavoro nero in agricoltura, delle difficoltà di integrazione dei lavoratori stranieri e della necessità di un maggiore coordinamento tra gli enti preposti ai controlli.
Magni: “Fenomeno diffuso in tutto il Paese”
“Abbiamo fatto questa missione dopo altre missioni anche in altre realtà, non solo nel settore agricolo”, ha spiegato il presidente della Commissione Tino Magni durante la conferenza stampa conclusiva.
Il senatore ha ricordato le visite effettuate nei porti di Gioia Tauro, Trieste, Genova e Monfalcone, oltre alle missioni svolte nelle aree di Prato, Latina, Siena, Grosseto e Caserta.
“Oggi siamo a Foggia con una attenzione maggiore allo sfruttamento e al lavoro nero. È un fenomeno diffuso in larga parte del Paese, non solo in agricoltura”, ha sottolineato.
“I lavoratori stranieri diventano ricattabili”
Tra i temi affrontati anche quello della formazione dei lavoratori migranti e del ruolo dei caporali.
“I lavoratori devono avere una formazione adeguata – ha aggiunto Magni – ma spesso i lavoratori stranieri non conoscono neppure la lingua e diventano vittime di mediatori, i caporali, che sono per lo più stranieri”.
Secondo il presidente della Commissione, quando un lavoratore è costretto a dipendere da qualcun altro per trovare occupazione o ottenere documenti, diventa inevitabilmente più esposto a ricatti e sfruttamento.
I fondi PNRR persi per il superamento dei ghetti
Nel corso dell’incontro è emersa anche una criticità considerata particolarmente grave: la perdita dei fondi del PNRR destinati al superamento dei ghetti.
Sul tema si è soffermata la senatrice Gisella Naturale, che ha parlato apertamente della necessità di costruire una strategia condivisa tra enti e istituzioni.
“È emerso in modo univoco la necessità di condividere tra tutti gli enti, nonché le associazioni, una visione utile ad affrontare in sinergia le problematiche”, ha dichiarato.
Secondo la parlamentare, proprio la mancanza di coordinamento tra livello nazionale e locale avrebbe portato alla mancata utilizzazione delle risorse previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.
Il nodo dei permessi di soggiorno
Tra gli aspetti affrontati durante la missione anche quello dei tempi legati al decreto flussi e al rilascio dei permessi di soggiorno.
“Molto spesso tra il decreto flussi e la richiesta trascorrono tempi lunghi”, ha osservato Magni, evidenziando il rischio di un “cortocircuito” normativo: per essere assunti serve il permesso di soggiorno, ma il permesso viene rilasciato solo a fronte di un contratto di lavoro.
“Il legislatore deve porsi il problema dell’aumento dell’illegalità causato anche dal sistema”, ha concluso il presidente della Commissione.








