È finita nelle prime ore della mattinata odierna la lunga latitanza di Carmine Marolda, 64 anni, conosciuto negli ambienti criminali con il soprannome di “Ninett”. L’uomo è stato arrestato a Foggia dai carabinieri al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Potenza.
Marolda era ricercato dal gennaio dello scorso anno in esecuzione di un provvedimento restrittivo emesso dal gip del Tribunale di Bari per reati legati al traffico di sostanze stupefacenti. Considerato un soggetto particolarmente pericoloso, con trascorsi criminali tra Basilicata e Puglia, il 64enne è ritenuto capace di reazioni violente e tentativi di fuga.
Il covo scoperto nel “Palazzo Onpi”
Il blitz è scattato all’interno del complesso edilizio di corso del Mezzogiorno, noto come “Palazzo Onpi”, dove il latitante aveva trovato rifugio. Secondo quanto emerso dalle indagini, a ospitarlo sarebbe stata una donna, ora indagata per favoreggiamento della latitanza.
I militari hanno eseguito un decreto di perquisizione emesso dalla Dda di Potenza nei confronti della donna, riuscendo così a circondare l’edificio e sorprendere Marolda all’interno di un appartamento situato al primo piano. Il latitante si trovava proprio insieme alla donna che gli avrebbe garantito copertura durante il periodo di irreperibilità.
L’operazione dei carabinieri
L’attività investigativa è stata diretta dalla Procura distrettuale di Potenza e affidata, nella fase esecutiva, al Nucleo investigativo del comando provinciale dei carabinieri di Potenza. Fondamentali sarebbero stati i riscontri emersi nell’ambito di precedenti operazioni contro le piazze di spaccio dell’area del Vulture-Melfese.
Gli investigatori hanno concentrato l’attenzione sui circuiti relazionali vicini a esponenti della criminalità organizzata già arrestati. In particolare, gli sviluppi investigativi successivi alla cattura del latitante Massimo Sileno, avvenuta a Napoli nel maggio 2025, avrebbero consentito di raccogliere elementi decisivi per localizzare Marolda.
Il supporto del Gis di Livorno
Considerata la pericolosità del ricercato e i suoi precedenti, le operazioni sono state pianificate nei minimi dettagli. I carabinieri hanno deciso di intervenire nelle ore notturne impiegando personale altamente specializzato.
Al blitz hanno partecipato il Nucleo investigativo di Potenza, il Gis di Livorno – il Gruppo di intervento speciale dell’Arma – e i militari del comando provinciale dei carabinieri di Foggia. La scelta operativa, spiegano gli investigatori, si è resa necessaria per evitare rischi alla popolazione e garantire la sicurezza durante le fasi dell’arresto.
Condannato all’ergastolo per l’omicidio di un maresciallo
Tra i precedenti più gravi attribuiti a Marolda figura l’omicidio del maresciallo dei carabinieri Marino Di Resta, avvenuto a Pescara nel settembre 1996 durante una rapina a mano armata in una gioielleria. Per quel delitto il 64enne è stato condannato all’ergastolo.
L’arresto odierno, spiegano gli inquirenti, rappresenta il risultato di un lungo lavoro investigativo e conferma il costante impegno delle forze dell’ordine nel contrasto alla criminalità organizzata sul territorio.








