Il terremoto che ha investito il mondo arbitrale italiano dopo il caso Rocchi continua a far emergere scenari inquietanti. A parlare, dall’interno, è l’ex arbitro foggiano Pasquale De Meo, che in un’intervista a Fanpage.it descrive un sistema fatto di pressioni, valutazioni condizionate e paura.
“Un sistema che altera le partite”
De Meo racconta di “gesti convenzionali” utilizzati per influenzare le decisioni arbitrali, soprattutto in sala VAR. “Se in una gara intervieni in un modo e in un’altra no, significa che stai alterando il risultato di una partita e di un campionato”, spiega.
Un meccanismo che, secondo l’ex fischietto, avrebbe creato un clima di forte tensione: “Chi andava al VAR non era sereno. C’era la preoccupazione per la valutazione che sarebbe arrivata dopo”.
Valutazioni e carriere sotto pressione
Al centro delle criticità anche il sistema di valutazione. De Meo parla di un doppio binario: da una parte il voto dell’osservatore, dall’altra quello degli organi tecnici, decisivo per le classifiche.
“Puoi prendere voti altissimi dagli osservatori, ma se l’organo tecnico decide diversamente, vieni penalizzato e retrocedi”, afferma, sottolineando come questo sistema possa essere utilizzato per indirizzare le carriere.
“Contratti farsa e nessuna tutela”
Un altro punto critico riguarda il passaggio al VAR per gli arbitri dismessi. “Abbiamo avuto contratti non regolari, senza tutele. A fine anno puoi essere mandato a casa senza alcuna garanzia”, denuncia De Meo, evidenziando una precarietà strutturale.
Il ruolo del centro VAR di Lissone
Secondo l’ex arbitro, la centralizzazione delle decisioni nel centro VAR di Lissone avrebbe accentuato le dinamiche di pressione. “Tra vetrate e meccanismi interni si è creata una distorsione della gestione, che dovrebbe invece essere imparziale”, spiega.
Clima di paura e arbitri “non sereni”
Il quadro tracciato è quello di un ambiente segnato da ansia e timori: “È un sistema di terrore. Gli arbitri hanno paura di sbagliare perché sanno che una decisione può compromettere un’intera carriera”.
Un clima che, sempre secondo De Meo, avrebbe inciso anche sulla qualità delle prestazioni, generando errori e incertezze.
Una crisi che scuote l’intero sistema
Le parole dell’ex arbitro foggiano arrivano mentre l’inchiesta per frode sportiva coinvolge figure di vertice come l’ex designatore e il supervisore VAR Andrea Gervasoni, entrambi autosospesi.
Un’indagine destinata a fare chiarezza su un sistema che, secondo le accuse, avrebbe minato la credibilità dell’arbitraggio italiano.









