L‘agroalimentare della provincia di Foggia guarda alla Cina come nuova frontiera di sviluppo, ma per cogliere questa opportunità servono infrastrutture, acqua e una maggiore capacità produttiva. È il messaggio lanciato dal presidente di Confindustria Foggia, Potito Salatto, che richiama l’attenzione sulla necessità di superare i limiti strutturali che ancora frenano la crescita del comparto.
Nonostante le recenti piogge abbiano garantito una disponibilità idrica sufficiente per la stagione irrigua, secondo Salatto il problema resta irrisolto sul lungo periodo e continua a condizionare il futuro dell’agricoltura e dell’industria di trasformazione.
“Un paradosso che non possiamo più tollerare”
Per il presidente degli industriali foggiani è necessario mettere le imprese nelle condizioni di crescere e trasformare una quota sempre maggiore della produzione agricola locale.
“Potenziare la capacità di trasformazione agricola significa consentire alle imprese di disporre di risorse idriche non più dipendenti dall’andamento climatico”, sottolinea Salatto.
Attualmente, infatti, le aziende della provincia sarebbero in grado di assorbire meno della metà della produzione agricola disponibile sul territorio, un divario che secondo Confindustria deve essere colmato attraverso investimenti e nuove infrastrutture.
Lo sguardo rivolto alla Cina
Le riflessioni arrivano all’indomani della conferenza dedicata alle eccellenze dell’agroalimentare pugliese “Italian Food and Feed CIIE 2026 Promotion”, organizzata nei giorni scorsi a Foggia da Coldiretti Puglia.
Per la Capitanata il mercato cinese rappresenta una prospettiva ancora in gran parte inesplorata. Oggi il 94 per cento delle esportazioni agroalimentari del territorio è diretto verso i Paesi dell’Unione Europea, mentre la presenza sui mercati asiatici resta limitata nonostante una bilancia commerciale già positiva per oltre 40 milioni di euro.
“Serve un salto dimensionale delle imprese”
Secondo Salatto, l’ingresso stabile in mercati come quello cinese richiede però una capacità produttiva superiore rispetto a quella attuale.
“La Cina è un mercato di grande interesse che richiede accordi commerciali strutturati e una capacità di esportazione su volumi medio-grandi. Le nostre imprese devono essere messe nelle condizioni di compiere il proprio upgrade, il necessario salto dimensionale e industriale per accedere a queste opportunità”, evidenzia il presidente di Confindustria Foggia.
L’acqua come leva strategica
Al centro del ragionamento resta il tema della disponibilità idrica, considerata fondamentale non solo per le aziende agricole ma anche per tutto il sistema della trasformazione agroalimentare.
Per Confindustria, garantire approvvigionamenti stabili e programmabili significa creare le condizioni per attrarre investimenti, aumentare la produzione e rafforzare la competitività delle imprese foggiane sui mercati internazionali.
Una sfida che riguarda non solo il settore primario, ma l’intera economia della Capitanata, chiamata a valorizzare una delle sue principali eccellenze produttive.











