È il giorno del commiato per Annibale Carta, detto Dino, il personal trainer di 42 anni ucciso la sera del 13 aprile in via Caracciolo a Foggia. Una morte che continua a restare avvolta nel mistero, soprattutto per l’assenza di un movente chiaro, considerando il profilo della vittima, descritto da tutti come quello di una persona tranquilla, impegnata nel lavoro, nel volontariato e nella vita parrocchiale.
I funerali si sono svolti questa mattina alle 10 nella chiesa del Santissimo Salvatore in via Napoli, dove Carta si era sposato. A officiare il rito l’arcivescovo metropolita di Foggia Giorgio Ferretti.
Lutto cittadino e cordoglio della comunità
Per la giornata è stato proclamato il lutto cittadino dalla sindaca Maria Aida Episcopo. Le bandiere degli edifici comunali sono state esposte a mezz’asta e il Gonfalone della città ha preso parte alla cerimonia funebre. Momenti di raccoglimento nelle istituzioni cittadine e, su base volontaria, nei luoghi di lavoro e nelle scuole.
L’amministrazione ha invitato la cittadinanza a partecipare al dolore della famiglia sospendendo le attività durante lo svolgimento delle esequie, in segno di rispetto verso una vicenda che ha profondamente colpito l’intera comunità foggiana.
Le indagini: esami sul caricatore e nuove analisi
Sul fronte investigativo, proseguono senza sosta le attività di carabinieri e Procura di Foggia. Nelle scorse ore si sono concluse, presso il Ris di Roma, le consulenze sul caricatore della pistola recuperato a pochi passi dal luogo dell’omicidio. Gli investigatori ritengono che possa essere stato perso dal killer durante la fuga.
Sul reperto sono stati effettuati esami balistici e genetici per individuare eventuali tracce utili all’identificazione dell’assassino. I risultati sono attesi nei prossimi giorni.
Parallelamente, si lavora anche sulle immagini delle telecamere di videosorveglianza, che avrebbero ripreso una persona con il capo coperto da cappuccio allontanarsi in bici elettrica subito dopo l’agguato. Il sospettato avrebbe percorso un lungo tragitto, probabilmente da via Caracciolo fino alla zona dell’ospedale, tra via Martiri di via Fani e via Napoli. Al vaglio anche tracce audio registrate da un altro impianto, in cui si percepirebbe un litigio tra almeno due persone, assassino e vittima?
La pista del 2023 e i nodi ancora da sciogliere
Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti resta quella legata a un episodio avvenuto nel 2023, già finito sotto la lente investigativa nelle ore successive al delitto. Una pista che potrebbe offrire elementi utili a ricostruire il contesto in cui è maturato l’omicidio, anche se al momento non emergono conferme ufficiali.
Resta dunque un giallo il movente dell’assassinio di Carta, colpito a morte in strada senza che, finora, sia stato possibile delineare un quadro chiaro delle ragioni alla base dell’agguato.
Una vita lontana da contesti criminali
La figura di Annibale Carta continua a rappresentare uno degli aspetti più complessi dell’intera vicenda. Sposato, padre di due bambine, personal trainer conosciuto e apprezzato, era attivo anche nel volontariato e svolgeva il ruolo di ministrante nella parrocchia di San Francesco Saverio.
Un profilo che rende ancora più difficile inquadrare l’omicidio e che alimenta interrogativi in una città che oggi si stringe attorno alla sua famiglia, in attesa di risposte.













