Non sarebbe stata una fuga nel silenzio quella del killer di Dino Carta, ucciso a Foggia. Anzi, secondo le ultime ricostruzioni investigative, l’uomo avrebbe attraversato strade tutt’altro che deserte, lasciando dietro di sé elementi ora al vaglio degli inquirenti.
La fuga tra via Caracciolo e via D’Azeglio
Secondo quanto emerso, l’assassino si sarebbe mosso a bordo di una bici o di un monopattino. Dopo aver colpito in via Caracciolo, avrebbe proseguito direzione viale Mazzini per poi svoltare in via D’Azeglio.
Proprio qui sarebbe stato immortalato da una telecamera mentre sbandava, forse dopo essersi accorto di aver perso il caricatore dell’arma durante la fuga. Nello stesso momento, un passante lo avrebbe notato, mentre un’auto transitava nella zona subito dopo gli spari.
Un dettaglio tutt’altro che secondario: erano quasi le 22, quindi l’area non era completamente isolata.
La pista del giovane morto nel 2023
Intanto, il caso è finito anche al centro della trasmissione Rai 2 “Ore 14 – Sera”, che ha ripreso una pista già anticipata da l’Immediato. Si tratta del collegamento con la morte di un giovane avvenuta nel 2023, precipitato da un balcone in via Caracciolo 7, la stessa palazzina in cui viveva Dino Carta.
Il ragazzo, noto alle forze dell’ordine, sarebbe caduto forse mentre si trovava sotto effetto di sostanze. Da allora, secondo quanto si apprende, i familiari potrebbero aver attribuito una qualche responsabilità a Carta.
Non è chiaro cosa sia accaduto quel giorno: una delle ipotesi è che il giovane possa essere stato sorpreso sul balcone e sia caduto tentando di fuggire. Nel tempo, alcuni parenti avrebbero pubblicato messaggi criptici sui social, ora sotto esame degli investigatori.
Una pista, questa, che viene considerata tra le più rilevanti.
L’audio degli spari e le frasi al vaglio
La trasmissione televisiva ha inoltre fatto chiarezza sull’audio diffuso nei giorni scorsi: alcune voci non sarebbero collegate direttamente all’omicidio, ma attribuibili a condomini presenti nella zona.
Restano invece al centro dell’attenzione alcune frasi che potrebbero riferirsi a un confronto tra la vittima e il killer. Tra queste: “Capisci, se cambi idea ti ammazzo”. “Mi ammazzi mo?” “Questo un messaggio, è…” “Ma che fai, eh! Mi spari, oh?”.
Poi i quattro colpi di arma da fuoco e, infine, una frase che apre ulteriori interrogativi: “No, non ti vengo a disturbare più, te lo giuro”.
Indagini in corso
Gli investigatori continuano a lavorare su più fronti per ricostruire con precisione dinamica e movente dell’omicidio. La combinazione tra immagini di videosorveglianza, testimonianze e tracce audio potrebbe rivelarsi decisiva per dare un volto al killer e chiarire il contesto in cui è maturato il delitto.









