Tantissimi foggiani e foggiane insieme alla sindaca Maria Aida Episcopo e ad alcuni assessori hanno partecipato con grande commozione e empatia ai funerali officiati dal vescovo Giorgio Ferretti del personal trainer Dino Carta, ucciso da 4 colpi di pistola da un uomo incappucciato, un delitto ancora senza soluzione.
La cerimonia è stata tutta centrata sul tema della colpa. “Chiunque ucciderà Caino subirà la vendetta sette volte” dalla Genesi 4:15. La metafora della vite vera e il Padre agricoltore dal vangelo di Giovanni è stata invece una delle letture della liturgia della Parola.
Il vescovo si è servito di Caino e Abele per parlare di quanto accaduto a Dino. Della “violenza e del sopruso” che lo hanno strappato alla sua famiglia.
“Dio ammonisce Caino: perché sei irritato e abbattuto è il tuo volto? – ha chiesto il vescovo all’assemblea -. Il peccato è accovacciato, Caino vive di rancore, rabbia, vive nell’inferno di un cuore violento. Dio ama Abele, è il fratello. Perché è buono amorevole. E Dio amava Dino, perché era un fratello, un amico, un padre, un marito, un credente. Onorava Dio con la sua vita, serviva messa, era disponibile per gli altri. Ma Caino si scaglia contro il fratello. La fraternità è stata violata ancora una volta in questa terra. Il sangue di Abele è stato nuovamente sparso per le strade di Foggia. Perché ancora sangue innocente è stato versato? Caino dice a Dio: sono forse io il custode di mio fratello? Sii maledetto, gli dice. Oggi noi ti chiediamo, io te lo chiedo: Caino dove sei? Che hai fatto? Il sangue di Dino scorre. Caino pentiti, consegnati alla giustizia, non lasciare che Dio ti maledica. Un giorno anche tu ti troverai di fronte al tremendo tribunale. Nessuna colpa è troppo grande per non meritare il perdono ma il perdono nasce dal pentimento”.
E poi rivolto alla moglie Sara e a tutti i familiari: “Carissima Sara, oggi vorremmo far sentire tutta la nostra vicinanza. I vostri don Giulio e gli altri sacerdoti sono con voi. Altri foggiani con la sindaca sono qui con voi, c’è lo Stato, i foggiani sono con voi. Sì Foggia, alza la testa, ribellati alla violenza, al sopruso. Non è normale morire per strada, non è normale che si giri armati, non è normale avere dei coltelli. Foggia basta, basta mogli e figli che piangono i loro mariti e padri, basta madri che piangono i loro figli. La scia di sangue è lunga decenni… Tutto questo deve finire, alziamo la testa con coraggio, ribelliamoci al male. Lo dobbiamo ai nostri figli, lo dobbiamo a Dio che piange per i nostri peccati. E tu caro Dino riposa nel cuore di Dio, incontra Abele il giusto, tuo fratello. E riposa nella pace che Dio dà ai fratelli buoni e costruttori di umanità”.








