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Home - Morte di Donato Monopoli, il caso a “Fuori dal Coro”: scontro in tv e processo ancora aperto

Morte di Donato Monopoli, il caso a “Fuori dal Coro”: scontro in tv e processo ancora aperto

Il servizio riaccende i riflettori sulla vicenda del 26enne cerignolano: condanne annullate in Cassazione, attesa per l’appello bis

Di Redazione
20 Aprile 2026
in Cronaca, Foggia, Immediato TV
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Torna sotto i riflettori nazionali il caso della morte di Donato Monopoli, il 26enne di Cerignola aggredito in una discoteca di Foggia il 6 ottobre 2018 e deceduto dopo mesi di agonia. A occuparsene è stata la trasmissione “Fuori dal Coro” su Rete 4, che ha ricostruito la vicenda giudiziaria e le diverse versioni emerse negli anni.

Il servizio e lo scontro con Verderosa

Il servizio, intitolato “Donato è morto e chi lo ha aggredito resta libero”, ha ripercorso i fatti e le tappe processuali, dando spazio anche a uno dei protagonisti della vicenda, l’ex pugile Michele Verderosa. In studio i genitori della vittima, Giuseppe e Donata.

Durante l’intervista, Verderosa ha sostenuto che la vittima presentava “solo un taglio sul sopracciglio sinistro”, contestando la ricostruzione accusatoria. Il confronto con l’inviata si è fatto acceso, tanto che lo stesso Verderosa ha chiamato i carabinieri lamentando di essere stato “costretto” a rilasciare dichiarazioni. Il servizio si è poi chiuso con momenti di tensione e insulti rivolti alla giornalista.

La vicenda giudiziaria

Donato morì a causa di un’emorragia cerebrale dopo circa sette mesi di ricovero all’ospedale di San Giovanni Rotondo. Per quella aggressione erano stati condannati in secondo grado Francesco Stallone e lo stesso Verderosa, rispettivamente a 10 e 7 anni di reclusione per omicidio preterintenzionale.

Tuttavia, a distanza di anni, la Corte di Cassazione ha annullato le condanne disponendo un nuovo processo d’appello. La sentenza è attesa per il prossimo mese di luglio.

Le tesi della difesa

Al centro del nuovo giudizio resta la questione del nesso causale tra l’aggressione e la morte del giovane. La linea difensiva sostiene che gli imputati non potessero prevedere le conseguenze dei pugni sferrati.

Una posizione ribadita anche dall’avvocato Paolo D’Ambrosio, legale di Stallone, che nelle scorse settimane a l’Immediato aveva parlato di “lesioni lievi” e di una possibile causa legata a un aneurisma preesistente.

Un caso ancora aperto

A quasi otto anni dai fatti, il caso resta dunque ancora aperto, tra versioni contrastanti e un nuovo passaggio giudiziario destinato a chiarire responsabilità e dinamica degli eventi.

Il servizio televisivo ha riportato l’attenzione su una vicenda che continua a far discutere e che attende una definitiva pronuncia da parte della giustizia.

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Tags: CassazioneCerignolacronacadonatoDonato MonopoliFoggiafrancesco stalloneFuori dal coroGiustiziaMichele Verderosaprocesso
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