Foggia si sveglia sotto choc per l’omicidio di Annibale Carta, 42 anni, conosciuto da tutti come “Dino”, personal trainer e istruttore di fitness molto stimato in città. L’uomo è stato ucciso nella tarda serata di ieri in via Caracciolo, nel quartiere vicino allo stadio Zaccheria, mentre passeggiava con il cane.
Agguato sotto casa
Secondo le prime ricostruzioni, sarebbero almeno quattro i colpi di arma da fuoco esplosi contro la vittima. Carta si è accasciato sull’asfalto senza avere scampo, in un contesto che al momento resta avvolto nel mistero.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno lavorato per ore effettuando rilievi, repertando bossoli e avviando le indagini. Gli investigatori stanno passando al vaglio anche eventuali immagini di videosorveglianza della zona. Al momento bocche cucite su eventuali sviluppi. Il caricatore della pistola sarebbe stato ritrovato sul luogo dell’omicidio mentre una scatola di guanti monouso sarebbe stata rinvenuta su una panchina all’incrocio tra viale Mazzini e via Caracciolo, ma non è chiaro se abbia attinenza con l’agguato mortale.
Nessun precedente, movente da chiarire
Carta era incensurato e molto conosciuto nell’ambiente sportivo foggiano. Lavorava in diverse strutture della città e attualmente era impegnato in una palestra nota, la “FitActive” di viale degli Aviatori, di fronte al Gino Lisa, oggi chiusa per lutto. Si era sposato nel 2024 e aveva due figlie, la seconda di pochi mesi. Al momento gli inquirenti non escludono alcuna pista. Tra le ipotesi emerse c’è persino quella di un possibile scambio di persona, anche alla luce delle recenti fibrillazioni negli ambienti criminali foggiani, ma non ci sono conferme ufficiali.
Il racconto dei residenti
A colpire è anche la normalità della scena prima dell’agguato. Carta, come riferito da diversi residenti, era solito uscire ogni sera per portare a spasso il cane.
“Lo vedevo spesso, era un ragazzo a modo”, racconta chi lo incrociava abitualmente. E ancora: “Non abbiamo sentito urla né litigi, solo alcuni colpi all’improvviso. Poi le sirene”.
Dolore e incredulità
In tanti, amici e conoscenti, si sono radunati sul luogo dell’omicidio, a pochi passi da una chiesa cittadina. Il ricordo che emerge è quello di una persona tranquilla, dedita al lavoro e alla famiglia.
“Un grande lavoratore, sempre disponibile, frequentava anche la parrocchia”, raccontano. Mondo dello sport, istituzioni e semplici cittadini lo stanno ricordando sui social in queste ore. Tutti sconvolti per quanto accaduto.
Una vita apparentemente serena, spezzata in una sera di aprile. La città ora attende risposte su un delitto che ha lasciato sgomento e paura.









