Castelluccio Valmaggiore ha vissuto un intenso momento di spiritualità, partecipazione e memoria collettiva in occasione della Passione Vivente, andata in scena domenica 29 marzo.
L’evento, che ha riportato tra le strade la rievocazione degli ultimi momenti della vita di Gesù, ha registrato una significativa presenza di pubblico, coinvolgendo i cittadini in un percorso carico di emozione e significato. La rappresentazione, articolata tra l’Orto degli Ulivi, il processo e la Via Crucis fino alla crocifissione, ha trasformato il borgo in un suggestivo teatro a cielo aperto.
L’iniziativa è stata resa possibile grazie alla collaborazione tra la Pro Loco, la Parrocchia di San Giovanni, il gruppo teatrale “Li senz’art” e la Fraternita di Misericordia, che hanno unito competenze e impegno per restituire alla comunità una tradizione storica interrotta da circa quarant’anni.
“È stato un successo – ha dichiarato la presidente della Pro Loco, Antonietta Festa – e grazie ai social la manifestazione è arrivata anche oltre oceano, permettendo ai nostri conterranei all’estero di apprezzare un evento che da anni non si svolgeva”.
Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco, Pasquale Marchese, che ha sottolineato il valore dell’iniziativa. “La Passione Vivente – ha detto – rappresenta un momento di grande unione e identità. Recuperare questa tradizione significa rafforzare il legame con le nostre radici e trasmettere alle nuove generazioni un patrimonio culturale e spirituale di grande valore”.
La riproposizione della Passione Vivente ha infatti un duplice significato: da un lato offre un’occasione di riflessione religiosa, dall’altro contribuisce alla valorizzazione della memoria storica locale. Un ritorno alle origini fortemente voluto, che affonda le sue radici nell’impegno di figure storiche della comunità come don Michele Tangi e il professor Pasquale Cacchio, promotori dell’antica tradizione.














