Un momento di raccoglimento, memoria e impegno civile per ricordare le migliaia di persone che hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere l’Europa e per rendere omaggio a una figura che ha lasciato un segno profondo nel territorio. Manfredonia ha celebrato ieri la memoria dei migranti morti in mare e di padre Arcangelo Maira, missionario scalabriniano che per anni ha operato accanto ai più fragili, in particolare tra gli abitanti del ghetto di Borgo Mezzanone.
L’iniziativa si è svolta presso il molo di Ponente, dove la comunità sipontina si è riunita per ricordare le vittime delle migrazioni e per riaffermare i valori dell’accoglienza e della solidarietà che hanno caratterizzato l’opera del sacerdote.
La commemorazione sul molo di Ponente
La cerimonia è stata caratterizzata dalla lettura dei nomi dei migranti morti durante il viaggio verso l’Europa e dalla deposizione in mare di una corona d’alloro da parte della Capitaneria di Porto di Manfredonia.
Particolarmente significativo il gesto compiuto dai presenti, che hanno lanciato della terra nelle acque del porto in memoria di chi quella terra non è mai riuscito a raggiungerla.
Un momento intenso che ha richiamato alla memoria quanto fatto da padre Arcangelo nel 2013, quando proprio nello stesso luogo fece collocare una targa commemorativa dedicata ai migranti morti nel tentativo di sfuggire a guerre, persecuzioni, violenze, fame e miseria.
Il ricordo di padre Arcangelo
A guidare la commemorazione è stato il sindaco di Manfredonia, Domenico La Marca, legato da un rapporto di profonda amicizia con il missionario scalabriniano.
Presenti anche padre Franco Moscone, arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, il comandante della Capitaneria di Porto e numerosi sacerdoti che hanno condiviso il percorso umano e pastorale di padre Arcangelo.
Per molti anni il religioso è stato un punto di riferimento per centinaia di migranti presenti sul territorio, offrendo sostegno materiale, ascolto e accompagnamento a chi viveva condizioni di particolare vulnerabilità.
Il progetto SAI porterà il suo nome
Nel corso della giornata è stata annunciata una decisione destinata a custodire nel tempo il ricordo del missionario. Il progetto SAI – Sistema di Accoglienza e Integrazione – promosso dal Comune di Manfredonia e gestito dalla cooperativa Medtraining sarà infatti intitolato a padre Arcangelo Maira.
Un riconoscimento che vuole valorizzare l’impegno profuso negli anni a favore dell’accoglienza e dell’inclusione sociale dei cittadini migranti.
Oggi la Giornata Mondiale del Rifugiato
L’iniziativa si inserisce nel programma di appuntamenti organizzati in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, in programma oggi, 18 giugno, negli spazi di Marina del Gargano, Porto Turistico di Manfredonia.
Dalle 18.30 a mezzanotte si alterneranno testimonianze, racconti e storie di integrazione di persone accolte nei diversi progetti SAI attivi sul territorio provinciale, tra cui quelli di Manfredonia, Orsara di Puglia, Candela, Bovino, Cerignola, Casalnuovo Monterotaro, Foggia, Stornara, Lucera e San Ferdinando di Puglia.
L’evento è promosso da una vasta rete di enti pubblici, cooperative sociali, associazioni e organizzazioni del Terzo settore impegnate quotidianamente nel campo dell’accoglienza e dell’inclusione, con l’obiettivo di mantenere viva l’attenzione sui temi dei diritti, della dignità e dell’integrazione.












