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Home - Gare e parentele, la vicesindaca di Foggia: “Mi chiamo Lucia Aprile e ne vado fiera”. E cita Giovanni Falcone

Gare e parentele, la vicesindaca di Foggia: “Mi chiamo Lucia Aprile e ne vado fiera”. E cita Giovanni Falcone

Lungo post sui social dopo le polemiche sulla manifestazione di interesse per il servizio traslochi. “Non si può fare la caccia al cognome”

Di Redazione
6 Marzo 2026
in Foggia, Politica
Lucia Aprile

Lucia Aprile

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Dopo le polemiche dei giorni scorsi sulla manifestazione di interesse relativa a una gara pubblica alla quale si sarebbero presentate imprese riconducibili a persone con il suo stesso cognome, la vicesindaca e assessora all’Ambiente del Comune di Foggia Lucia Aprile interviene pubblicamente con un lungo post sui social per chiarire la propria posizione.

Aprile respinge ogni accostamento tra il suo ruolo istituzionale e le aziende coinvolte, spiegando di non avere rapporti con i titolari delle imprese citate nelle ricostruzioni giornalistiche.

“Con molti parenti non ho alcun rapporto”

Nel messaggio la vicesindaca sottolinea come la propria famiglia paterna sia molto numerosa e che diversi componenti della cosiddetta “galassia Aprile” operino nello stesso settore imprenditoriale.

“Tuttavia – precisa – con loro non ho rapporti, contatti o interessi comuni. Siamo più che estranei”.

Aprile contesta quindi l’idea che il solo fatto di condividere il cognome possa essere utilizzato per attribuirle responsabilità o interferenze in gare pubbliche. “Se un’azienda partecipa legittimamente a una gara pubblica nel rispetto delle regole, di chi è la colpa? Mia perché porto quel cognome?”, scrive.

La distinzione tra politica e gestione

Nel suo intervento la vicesindaca richiama anche il quadro normativo che regola gli appalti pubblici negli enti locali, ricordando la distinzione tra indirizzo politico e gestione amministrativa.

Secondo Aprile, infatti, le decisioni relative agli affidamenti spettano ai dirigenti, ai funzionari e ai responsabili del procedimento, come stabilito dalla normativa sugli enti locali e dal codice degli appalti.

“Le regole non mi consentono di interferire con la sfera gestionale – afferma – e se lo facessi violerei proprio quelle norme che ogni giorno difendo”.

“La trasparenza è una scelta di vita”

La vicesindaca aggiunge che, se fosse possibile, arriverebbe perfino a escludere a priori eventuali parenti fino al sesto grado dagli appalti comunali, pur riconoscendo che una scelta del genere non sarebbe compatibile con il rispetto delle regole.

“Per me la trasparenza non è uno slogan elettorale ma una scelta di vita”, scrive. “Giovanni Falcone diceva: ‘Prima ti delegittimano, poi ti isolano, poi ti ammazzano’. Ma io ringrazio chi pratica questo gioco perverso: mi dà la forza per continuare il mio lavoro, con le regole, con la testa alta, con il mio cognome che non cambierò e del quale non mi scuserò mai”.

La difesa dell’amministrazione

Nel post Aprile affronta anche il clima politico e mediatico attorno all’amministrazione guidata dalla sindaca Maria Aida Episcopo, sostenendo che alcune ricostruzioni alimenterebbero sospetti senza prove concrete.

Secondo la vicesindaca, la città di Foggia ha pagato un prezzo molto alto negli anni passati in termini di malaffare e clientelismo e oggi sarebbe comprensibile la diffidenza dei cittadini verso la politica.

Proprio per questo, conclude, sarebbe necessario distinguere tra fatti accertati e insinuazioni. “Questa amministrazione non è perfetta – scrive – ma sta lavorando con serietà, con le regole alla mano e con la schiena dritta”.

Infine, rivendica con orgoglio la propria identità: “Mi chiamo Lucia Aprile e ne vado fiera”.

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Tags: amministrazione Episcopoappalti pubblicicomune di foggiaFoggiaLucia Aprilepolemica politicapolitica foggianatraslochi Foggiavicesindaca Foggia
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