Torna al centro del dibattito politico a Foggia la questione degli affidamenti comunali a imprese legate a familiari della vicesindaca Lucia Aprile. A riaccendere le polemiche è una recente procedura di gara annullata dopo verifiche su possibili rapporti di parentela tra alcuni operatori economici partecipanti.
La vicenda riguarda una determina del 16 febbraio scorso con cui il dirigente Romeo Delle Noci aveva avviato la procedura per il servizio di revisione e ripristino del materiale elettorale, oltre al trasporto, montaggio e smontaggio delle strutture necessarie per le consultazioni referendarie del 22 e 23 marzo. L’importo complessivo previsto era di circa 53mila euro.
I controlli e l’annullamento della procedura
Alla gara telematica hanno partecipato diverse imprese. Tra queste Daunia Service srl, S.G. Servizi srl, A.G.S. Trasporti & Logistica e Aprile Luigi, tutte riconducibili a parenti della vicesindaca ad eccezione della A.G.S. Dopo l’esclusione dell’offerta di Daunia Service ritenuta anomala, la migliore offerta risultava quella presentata da Aprile Luigi.
Nel corso dei controlli, tuttavia, il responsabile unico del procedimento Carmelo Fredella avrebbe rilevato rapporti di parentela tra alcuni degli operatori rimasti in gara. Circostanza che, secondo quanto riportato nell’atto, ha fatto emergere il rischio che le offerte potessero essere riconducibili a un unico centro decisionale.
Per questo motivo la stazione appaltante ha deciso di annullare la procedura di gara e non procedere all’aggiudicazione, con l’intenzione di avviare un nuovo affidamento.
Il precedente degli affidamenti e il ruolo dei familiari
Il caso si inserisce in una polemica già emersa negli ultimi mesi. Nel 2025 esplose una vicenda relativa a un affidamento diretto da oltre 136mila euro a Servitalia, impresa della sorella gemella della vicesindaca Aprile, poi rinunciato e annullato dal Comune in autotutela per vizi di legittimità.
Nel recente passato sarebbero stati segnalati anche altri casi riguardanti imprese riconducibili a familiari della vicesindaca, tra cui la S.G. Servizi srl del fratello Gianluigi Aprile e la F.G.M. Multiservizi srl, legata al cognato Mario Di Bari. Le polemiche avevano coinvolto anche la società Daunia Service srl, riconducibile ad Alessandro Vito Aprile.
Il dibattito politico si era già acceso su questi affidamenti, con interrogazioni e segnalazioni relative alla rotazione degli operatori economici coinvolti nelle procedure comunali.
La nota politica: “Serve piena chiarezza”
Sulla vicenda è intervenuta anche la Federazione Dc – Noi siamo, che in una nota esprime preoccupazione per le dinamiche amministrative emerse.
Secondo il documento, le recenti vicende che vedono protagonista l’assessora Aprile sollevano interrogativi sul modo in cui vengono assunte alcune decisioni all’interno dell’amministrazione comunale.
“La politica deve tornare ad essere uno strumento al servizio della città e non terreno di interessi personali o di parte”, si legge nella nota. Gli esponenti politici chiedono che venga fatta piena chiarezza sulla vicenda e sottolineano che i cittadini hanno il diritto di sapere se le scelte amministrative rispondano realmente all’interesse della comunità.
La richiesta è quella di garantire la massima trasparenza nelle procedure e di evitare situazioni che possano compromettere la fiducia nelle istituzioni.











