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Home - Criptovalute, a Foggia una frode “unica in Europa”: plusvalenze milionarie con i bitcoin

Criptovalute, a Foggia una frode “unica in Europa”: plusvalenze milionarie con i bitcoin

Il comandante del nucleo speciale frodi tecnologiche della Guardia di Finanza ricostruisce il sistema che generava ricavi non dichiarati attraverso la rivendita di frazioni di criptomonete personalizzate

Di Redazione
19 Febbraio 2026
in Cronaca, Foggia
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Una frode tecnologica definita “un unicum in Europa”, costruita su un meccanismo tanto innovativo quanto insidioso. È quella scoperta a Foggia dal nucleo speciale frodi tecnologiche della Guardia di Finanza, che ha portato al sequestro preventivo di oltre 650mila euro nell’ambito di un’inchiesta su evasione fiscale legata alle criptovalute.

A descrivere il sistema è il maggiore Francesco Venditti, che ha illustrato nel dettaglio il funzionamento dell’operazione finita sotto la lente degli investigatori.

Il meccanismo dei “satoshi firmati”

La frode, spiega Venditti, “si basava sull’iscrizione su una frazione di bitcoin (satoshi) di un’immagine, o di un video per rivenderla a prezzo maggiorato, quindi ricevendo più satoshi in cambio. La persona al centro delle indagini, che era anche percettore del reddito di cittadinanza, non aveva dichiarato al fisco plusvalenze da trading da criptovalute per oltre un milione di euro”.

In sostanza, su una piccolissima frazione di bitcoin veniva “incisa” digitalmente un’immagine o un contenuto video. Quel satoshi, così personalizzato, veniva poi rivenduto a un valore superiore rispetto a quello originario, generando un guadagno in criptovaluta.

La metafora della moneta firmata

Per spiegare il sistema, il maggiore ricorre a un paragone efficace: “Adottando una metafora – ha spiegato ancora Venditti – come se noi segnassimo su una moneta da un euro la firma magari di un famoso attore. Ci sarà sempre qualcuno disposto a pagare 5/10/100 euro per avere quella moneta da un euro perchè c’è la firma dell’attore famoso. Allo stesso modo, l’indagato aveva iscritto su questi satoshi delle immagini che aveva rivenduto a prezzi maggiorati omettendo di dichiarare al fisco plusvalenze abbastanza ingenti”.

Un meccanismo apparentemente semplice ma capace di generare, secondo quanto accertato, plusvalenze per oltre un milione di euro mai dichiarate al fisco. Un sistema che, secondo gli investigatori, rappresenterebbe un caso senza precedenti nel panorama europeo per modalità operative e struttura tecnica.

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Tags: bitcoincriptovaluteEvasione FiscaleFoggiaFrancesco Vendittifrode tecnologicaGuardia di FinanzaReddito di cittadinanzasatoshiSequestro
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