La procedura per l’autorizzazione del megadeposito di GPL Energas a Manfredonia subisce un nuovo e significativo arresto. La Presidenza del Consiglio dei ministri ha infatti disposto il rinvio degli atti al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica per ulteriori approfondimenti tecnici e giuridici, sventando, almeno per il momento, il via libera all’installazione dell’impianto.
La decisione arriva a seguito della conferenza dei servizi decisoria tenutasi il 22 settembre scorso a Palazzo Chigi, durante la quale la Regione Puglia e il Comune di Manfredonia hanno ribadito le proprie osservazioni tecniche e politiche, ottenendo la restituzione dell’intero fascicolo al MASE.
I nodi ambientali e giuridici
Tra i punti principali evidenziati dalla Presidenza del Consiglio, vi è la necessità di verificare, anche attraverso un parere dell’Avvocatura dello Stato, la perdurante validità del decreto di compatibilità ambientale numero 295 del 22 dicembre 2015, emanato dall’allora Ministero dell’Ambiente di concerto con il Ministero dei Beni culturali. Al centro dell’attenzione anche il corretto regime giuridico applicabile al procedimento di Valutazione di impatto ambientale, riavviato con l’istanza di aggiornamento presentata dalla società proponente il 21 ottobre 2013.
Il Ministero dovrà inoltre accertare, insieme all’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico meridionale, l’effettiva possibilità di utilizzo della banchina A5 del porto di Manfredonia, elemento ritenuto cruciale per la realizzazione dell’impianto.
Le criticità sollevate dalla Regione e dal Comune
Nel provvedimento viene richiamata anche la posizione assunta dalla Regione Puglia nel Consiglio dei ministri del 4 maggio 2023, dove erano state evidenziate numerose criticità, tra cui l’interferenza del deposito Energas con l’aeroporto militare di Amendola. La vicinanza dell’impianto, secondo la Regione, potrebbe aumentare la vulnerabilità dell’area sotto il profilo della sicurezza.
La Presidenza del Consiglio ha inoltre preso atto del parere contrario espresso dall’Amministrazione comunale di Manfredonia, rafforzato dall’esito del referendum consultivo indetto dal Comune, che ha visto una netta bocciatura popolare del progetto. Tra le ulteriori osservazioni, è stato segnalato come l’analisi presentata da Energas non abbia considerato adeguatamente i vincoli relativi alle opere accessorie, come il gasdotto e il raccordo ferroviario.
L’istruttoria riaperta
Con il rinvio degli atti, il MASE dovrà ora riaprire l’istruttoria tecnica, consentendo agli enti locali di far valere nuovamente tutte le ragioni contrarie all’insediamento del megadeposito di GPL. Una fase che si preannuncia decisiva per il futuro del progetto.
A esprimere soddisfazione sono Alfredo De Luca e Innocenza Starace, coportavoce di Europa Verde – Verdi di Manfredonia, che parlano di un risultato importante e assicurano il loro sostegno all’Amministrazione comunale. L’obiettivo dichiarato resta quello di impedire definitivamente la realizzazione dell’impianto Energas sul territorio cittadino.













