È il giorno della scelta per i cittadini di Orta Nova. Tra oggi e domani, gli elettori del Comune più grande dei 5 Reali siti sono chiamati alle urne per il ballottaggio che designerà il nuovo sindaco e, con lui, la futura composizione del consiglio comunale. A contendersi la guida della città saranno Domenico Di Vito e Gerardo Tarantino, i due candidati che al primo turno, lo scorso 25 e 26 maggio, hanno ottenuto il maggior numero di consensi, ma senza superare la soglia del 50% necessaria per l’elezione diretta.
Di Vito in vantaggio, Tarantino tenta il recupero
Al primo turno Domenico Di Vito, sostenuto dalle liste “Orta Nova per tutti”, “Orta Nova democratica” e “Orta Nova mi piace”, ha ottenuto 3.494 voti, pari al 40,34% delle preferenze. A sfidarlo sarà Gerardo detto “Dino” Tarantino, già sindaco in passato, supportato da “Fratelli d’Italia”, “Forza Italia” e dalla “Lista Tarantino”, che ha chiuso il primo turno con 2.695 voti, pari al 31,11%.
Saranno 13.502 gli elettori chiamati ad esprimere il proprio voto in un passaggio decisivo non solo per la guida politica della città, ma anche per il suo riscatto istituzionale dopo un periodo commissariale difficile e segnato da gravi ombre.
Non hanno espresso alcun sostegno diretto gli altri due candidati del primo turno, Angela Fazi (centrosinistra) e Nicola Di Stasio (civiche) ma i loro voti potrebbero essere l’ago della bilancia per il ballottaggio.
Il commissariamento per infiltrazioni mafiose
Il ritorno alle urne nel 2025 è conseguenza diretta dello scioglimento del consiglio comunale avvenuto nel 2023, a seguito di un’indagine della Prefettura di Foggia che ha accertato la presenza di “forme di ingerenza della criminalità organizzata” nella gestione dell’ente. La relazione evidenziava come tali pressioni avessero “compromesso il buon andamento e l’imparzialità dell’attività comunale”, rendendo necessario – come riportato nel Decreto del presidente della Repubblica – un intervento immediato dello Stato.
A seguito dello scioglimento, la gestione del Comune è stata affidata a una commissione straordinaria incaricata di traghettare l’amministrazione per 18 mesi, con l’obiettivo di “risanare l’ente locale” e allontanarlo da ogni condizionamento criminale.
Un voto dal valore simbolico e istituzionale
Quella in corso non è quindi una semplice campagna elettorale, ma un passaggio dal forte significato simbolico e istituzionale. Orta Nova si appresta a voltare pagina e ad affidare a uno dei due candidati il compito di restituire piena legittimità politica a un Comune che negli ultimi anni è stato teatro di degrado amministrativo e sospetti inquietanti.
Di Vito punta sulla gioventù e sul “nuovo che avanza”, Tarantino si affida all’esperienza e ai buoni agganci con i vertici locali e nazionali del centrodestra unito con una particolare attenzione al decreto Caivano (o decreto periferie) voluto dal Governo Meloni che ha indicato Orta Nova tra i Comuni destinatari di ingenti finanziamenti di riqualificazione.












