Federica Bianchi ha passato il testimone a Giuliano Sereno presso il salone Spazio Candelaro della Parrocchia Sacro Cuore di Foggia, per il Presidio di Libera Foggia “Nicola Ciuffreda e Francesco Marcone”.
La parrocchia nel cuore di Candelaro è da anni il centro di una pratica quotidiana contro la mafia e la sopraffazione.
L’assemblea è stata il momento per dare voce al percorso di impegno degli ultimi 6 anni. Sin dal momento della sua nascita, avvenuta il 1° aprile 2019 il presidio ha visto il coinvolgimento di tante realtà, Libera è del resto una rete che ha l’obiettivo di provare a costruire e a seminare cambiamento.
Tante le presenze in oratorio con don Antonio, Massimo Marino e Daniela Marcone. Dagli imprenditori Lazzaro D’Auria e Alessandro Zito dell’associazione Antiracket all’ingegner Pippo Cavaliere e l’avvocata Maria Laura Trisciuoglio per la Fondazione Antiusura Buon Samaritano fino alla pm Roberta Bray.
Tante le persone vicine a Libera, impegnate sin da subito nel Comitato Marcone e non solo: Antonietta Lelario, Peppino D’Urso, Rita De Padova, Roberto Lavanna, Franco Onorati, il professor Massimo Monteleone della Consulta per la Legalità della Provincia. E poi l’Anpi, il Circolo Legambiente, la CGIL.
6 anni di presidio, tante vittorie ma anche qualche ombra. “Se c’è qualcosa di cui non siamo stati capaci è stato non essere riusciti a imporci sui beni confiscati“, ha ammesso Bianchi. La Legge 109 del 1996 continua ad essere disattesa.
La città non ha ancora visto cambiamenti sui beni sottratti ai mafiosi.
“Villa Lanza adesso Villa Panunzio non è realmente restituita, è una cattedrale nel deserto”. Scade il 12 luglio un Banfi regionale di antimafia sociale per progetti sui beni confiscati. Il Comune non si è ancora attivato per una villa in Via Napoli.
L’appuntamento per le associazioni è per il prossimo lunedì in Pinacoteca 900 per una consultazione dal basso.
“Il nostro atteggiamento non è mai giudicante, mai accusatorio ma sempre propositivo”. Gli ultimi tempi sono stati quelli di “Riprendiamoci la scena”, la rassegna teatrale legalitaria organizzata insieme all’ANM per provare percorsi nuovi attraverso l’arte.
Forte la relazione del presidio con le altre realtà di antimafia sociale Fai Antiracket e Fondazione Antiusura.











