Isondaggi danno la partecipazione ai referendum su lavoro e cittadinanza dell’8 e 9 giugno circa al 35 per cento. Il quorum potrebbe essere lontano ma nel centrosinistra allargato cominciano a crederci dopo una gestione sinora poco partecipativa e una scarsa informazione sui cinque quesiti referendari.
PD e Psi a Foggia hanno avviato il dibattito.
Nella sede intitolata al compianto socialista Mimì Romano Giulio Scapato, Michele Santarelli, Mino Di Chiara e Fedele Cannerozzi hanno accolto il segretario nazionale del Psi Enzo Maraio per iniziare a dibattere e a organizzare i militanti.
Il Psi negli anni di Matteo Renzi premier è stato favorevole al Jobs Act ma oggi secondo Maraio quella legge, per la precarietà del lavoro e la persistenza di lavoro povero, necessita di un “tagliando”.
È stato un incontro tutto formativo quello del circolo PD di Viale Giotto con la CGIL del segretario Gianni Palma schierata. Presenti molti dem insieme a Lia Azzarone, Salvatore Speranza, Mario Cagiano, Peppino D’Urso e gli ex parlamentari Orazio Montinaro e Angelo Rossi.
Sono previste nei prossimi giorni delle iniziative di piazza con tutti gli eletti del campo largo progressista della sindaca Maria Aida Episcopo.
Il primo dei quattro referendum sul lavoro chiede l’abrogazione della disciplina sui licenziamenti del contratto a tutele crescenti del Jobs Act. Nelle imprese con più di 15 dipendenti, le lavoratrici e i lavoratori assunti dal 7 marzo 2015 in poi non possono rientrare nel loro posto di lavoro dopo un licenziamento illegittimo.
Il secondo riguarda la cancellazione del tetto all’indennità nei licenziamenti nelle piccole imprese. In quelle con meno di 16 dipendenti, in caso di licenziamento illegittimo oggi una lavoratrice o un lavoratore può al massimo ottenere 6 mensilità di risarcimento, anche qualora una/un giudice reputi infondata l’interruzione del rapporto.
Obiettivo è innalzare le tutele di chi lavora, cancellando il limite massimo di sei mensilità all’indennizzo in caso di licenziamento ingiustificato affinché sia la/il giudice a determinare il giusto risarcimento senza alcun limite. Il terzo punta all’eliminazione di alcune norme sull’utilizzo dei contratti a termine per ridurre la piaga del precariato. In Italia circa 2 milioni e 300mila persone hanno contratti di lavoro a tempo determinato. I rapporti a termine possono oggi essere instaurati fino a 12 mesi senza alcuna ragione oggettiva che giustifichi il lavoro temporaneo
La sicurezza sul lavoro è il fulcro del quarto quesito: il referendum vuole cambiare le leggi che favoriscono il ricorso ad appaltatori privi di solidità finanziaria, spesso non in regola con le norme antinfortunistiche. Abrogare le norme in essere ed estendere la responsabilità dell’imprenditore committente significa garantire maggiore sicurezza sul lavoro.
Il quinto referendum abrogativo propone di dimezzare da 10 a 5 anni dei tempi di residenza legale in Italia per la richiesta di concessione della cittadinanza italiana, ripristinando un requisito introdotto nel 1865 e rimasto invariato fino al 1992.









