Sono importanti le occasioni che la Power Team di San Nicandro Garganico, dell’imprenditore Mario Squeo, offre a quanti scelgono di installare pannelli fotovoltaici sui propri tetti.
Con il Piano Transizione 5.0, le aziende che decidono di investire in impianti fotovoltaici per uso industriale possono beneficiare di una serie di vantaggi fiscali e incentivi. Questi includono detrazioni fiscali, agevolazioni finanziarie e contributi governativi, che rendono l’adozione di tecnologie sostenibili ancora più conveniente e vantaggiosa. L’autoconsumo dell’energia prodotta dal sole consente di abbattere significativamente le bollette aziendali.
Hanno creduto nel modello di comunità energetica i giovani imprenditori Gennaro Casillo e Giuseppe De Vitto della Casillo & De Vitto, reduci dal successo della squadra calcistica di Candela. Con i loro capannoni e mulini sono diventati dei prosumer, produttori e consumatori di energia, realizzando una vera transizione energetica nella loro impresa di produzione e commercio di commodities cerealicole e non solo.
“Rendersi indipendenti dalle fonti fossili per via delle condizioni geopolitiche è necessario”, ha spiegato nel corso di un partecipato incontro in Camera di Commercio Squeo.
I pannelli alla Casillo & De Vitto sono stati installati sui tetti con volte a botte, su tetti piani anche a 70 metri di altezza senza parapetto e su tetti a doppia falda. La previsione prudenziale di produzione di energia elettrica nel primo anno sarà pari a 443.396,15 kWh.
L’assistenza è fondamentale perché spesso non si sa quale sarà e quanta sarà l’energia prodotta dall’impianto. Serve un’assistenza quotidiana, con un monitoraggio attivo sulla quantità di irraggiamento.
Cosa si fa con tanta energia? C’è l’autoconsumo diretto aziendale e domestico, naturalmente, ma l’energia non autoconsumata viene immessa in rete e ceduta al GSE, che pagherà il produttore. L’energia immessa in rete viene quindi condivisa dai membri della Comunità Energetica Rinnovabile appartenenti alla stessa cabina. Il GSE rimborserà il controvalore in euro dell’energia condivisa alla comunità, che a sua volta lo distribuirà ai propri membri in proporzione all’energia che ciascuno di loro ha consumato e condiviso.
L’indotto positivo delle comunità energetiche in Italia vale 17 miliardi di euro. Sono 28 le CER attive nel Paese, il 60 per cento delle quali concentrate nel Nord. Ma sono almeno 100 i potenziali prosumer che si sono rivolti alla Deloitte.
“Siamo nel territorio più importante d’Italia, siamo la città più energetica, siamo la prima provincia d’Italia per la produzione di energia alternativa. Abbiamo nell’obiettivo 2030 gli 80 gigawatt e li deve fare tutta Italia. Ebbene, le richieste in Capitanata e in Puglia superano l’esigenza nazionale. Pensiamo al raddoppio delle potenze. Mi preoccupa il consumo di terreno, non dobbiamo perdere di vista che questo territorio produce prodotti agricoli. Dobbiamo ragionare col mondo agricolo. Come amministrazione vogliamo dare una indicazione delle famiglie che possono essere accompagnate verso la comunità energetica. Il nostro è il Tavoliere del grano duro, è l’eccellenza italiana e deve rimanere tale”, ha dichiarato l’assessore al ramo del Comune di Foggia Giulio De Santis. Ogni famiglia appartenente alla comunità risparmia in media 100 euro all’anno.
Soddisfatto Casillo, che produce con il suo socio 300mila quintali di grano duro. “L’impianto si trova nel fulcro del nostro Tavoliere – ha detto l’imprenditore – noi siamo consumatori di energia elettrica, veniamo definiti prosumer. Un vantaggio è l’incentivo per chi aderirà. Il nostro obiettivo è fare entrare coloro che ci hanno dato fiducia. C’è la redditività: in 7 o 8 anni rientreremo dell’investimento. Ci sono vantaggi ambientali, per la transizione green. Ma a noi interessava soprattutto il beneficio sociale, in modo da lasciare qualcosa nel territorio in cui si opera. Decideremo insieme come utilizzare gli 11 centesimi che si andranno a generare, in un modello di gestione misto, un modello democratico. Al netto dell’autoconsumo produrremo 315mila kWh e l’incentivo in 20 anni riverserà 631mila euro sul territorio a favore di 156 famiglie, per un incentivo a famiglia di circa 202 euro all’anno”.











