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Home - Social Housing, bocciata su tutta la linea la delibera di Galasso. Mario Furore: “Così non può essere un’altra storia”

Social Housing, bocciata su tutta la linea la delibera di Galasso. Mario Furore: “Così non può essere un’altra storia”

Il campo largo progressista sul tema non esiste. I numeri sono mancati sin dall’inizio in maniera drammatica. "Città rispedita indietro di diciassette anni"

Di Antonella Soccio
15 Aprile 2025
in Foggia, Politica
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“Stiamo trasformando 72 ettari di suolo agricolo in suoli edificatori. Gli imprenditori non sono suore orsoline, non regalano alloggi”. È concreto il super assessore all’Urbanistica e ai Lavori Pubblici, l’ingegner Pino Galasso, lasciato solo, con un manipolo di consiglieri di maggioranza e il solo MoVimento 5 Stelle tutto compatto in aula, a difendere la scelta di chiudere il Social Housing. 16 voti contrari contro 9 favorevoli.

Nulla fa presagire possibili dimissioni dell’ingegnere nominato dalla sindaca Episcopo, ma il campo largo progressista sul tema non esiste. I numeri sono mancati sin dall’inizio in maniera drammatica. Non è passata la delibera e non sono passati i 13 emendamenti del M5S presentati dal consigliere e presidente di commissione Giovanni Quarato.

Non c’è una coalizione sul tema dell’urbanistica, che è quello da anni centrale in città. Non ci sono stati ordini di scuderia, come ha sottolineato Paolo Frattulino, e ciascuno ha votato o si è assentato secondo coscienza.

Le malelingue già parlano di un gioco delle parti, secondo cui a tutti, anche a chi si è detto favorevole alla delibera, fa comodo rimanere nel limbo. Nessuno rischia di pagare in solido indennizzi e l’Housing continua a rimanere uno spettro sempre utile nel dialogo elettoralistico con chi una casa non ce l’ha e con chi ha interessi edilizi su quei suoli. Prova ne è la decisione di andare avanti ad oltranza in aula nonostante l’assenza dei numeri.

Episcopo e Furore

Duro il coordinatore pentastellato e europarlamentare Mario Furore in una nota: “Dovrebbe essere tutta un’altra storia. Il Consiglio comunale di Foggia è stato chiamato a esprimersi su questioni inerenti l’edilizia foggiana. Questioni importanti che potrebbero far svoltare per sempre la nostra città. La linea espressa da me e dai portavoce eletti in Comune a Foggia è sempre stata chiara da subito ovvero approvare con urgenza le linee di indirizzo del PUG per dare a Foggia regole urbanistiche moderne, sostenibili e orientate ai reali bisogni abitativi, anche per ciò che concerne l’edilizia residenziale pubblica. Ringrazio da subito i consiglieri comunali del MoVimento 5 Stelle di Foggia: Mario Dal Maso, Giovanni Quarato, Francesco Strippoli e Francesco Salemme e le nostre assessore Lucia Aprile e Simona Mendolicchio per il grande lavoro di questi mesi e per aver dimostrato compattezza come unico partito presente nella sua totalità in Aula e coerente alle linee guide del Movimento anche nella votazione. Così come ringrazio Marco Pellegrini e Rosa Barone per il grande supporto offerto al gruppo consigliare. La città di Foggia avrebbe urgente bisogno di dotarsi di strumenti di pianificazione urbanistica moderni, trasparenti e aderenti alle reali esigenze della comunità. Il P.U.G. rappresenta un passaggio fondamentale per *affermare con fermezza la prevalenza dell’interesse pubblico*, per superare definitivamente modelli di sviluppo urbanistici ormai vetusti, basati su logiche frammentarie e varianti parziali, che hanno compromesso una visione organica, moderna e sostenibile della città”.

Secondo Furore con il voto una parte della maggioranza ha deciso di rispedire Foggia a diciassette anni fa. “Il tutto con un programma vetusto di edilizia che potrebbe condannare Foggia ad un Pug monco ovvero il Social Housing”. E aggiunge: “Evidentemente per alcuni consiglieri è più importante condannare la loro città all’edilizia degli accordi di programma ad hoc, non avere una visione, regole chiare, non avere strumenti di rigenerazione urbana o avere a disposizione più cubature possibili per realizzare programmi per la città e per il benessere dei cittadini Ivi compresi quelli delle fasce più basse. Era tempo di abbandonare strumenti urbanistici del passato — come i programmi di housing sociale — che troppo spesso hanno celato, dietro la promessa di soddisfare *qualche* bisogno delle fasce più deboli, interessi speculativi e logiche privatistiche lontane dal vero interesse pubblico Il MoVimento 5 Stelle, continuerà a lavorare alacremente, per la città e per i cittadini di Foggia, con responsabilità e coerenza per assicurare alla città una pianificazione moderna, equa e partecipata, coinvolgendo tecnici, professionisti, cittadini e tutte le sensibilità disponibili a contribuire a questo percorso ambizioso, già delineato e sottoscritto nel programma elettorale di coalizione. Ma se questo non è l’intento di alcuni alleati di governo (escluso ovviamente chi ha votato positivamente) più interessati alle postazioni o ai propri posti al sole, lo si dica subito perché così non può essere un’altra storia. E i voti contrari e alcune assenze strategiche di oggi lo hanno dimostrato”.

Ha senso tenere ancora in piedi una amministrazione così sfilacciata? Ha chiesto le dimissioni di Galasso il consigliere Giuseppe Mainiero. Per qualcuno della minoranza l’esperienza amministrativa potrebbe già finire. È di questo avviso Nunzio Angiola. “Sulla sussistenza di un interesse pubblico attuale e concreto in materia di emergenza abitativa, la maggioranza Episcopo sotto di 7 voti. Votano contro tra i banchi della maggioranza Pasquale Cataneo, Antonio Pio Mancini, Nino Formica, i due socialisti Mino Di Chiara e Stefania Rignanese e i due calendiani Paolo Frattulino e Antonello Di Paola. Poi 5 assenze strategiche sempre tra i banchi della maggioranza (Annarita Palmieri, Italo Pontone, Francesco De Vito, Pasquale Ciruolo e Antonello Rizzi). oltre alla sindaca assente per un dichiarato conflitto potenziale di interessi! Game over”.

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Tags: Foggia
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