Una doppia vita tra studio, lavoro e criminalità. Alberto Garrappa, 22enne di Monopoli, di giorno studente universitario e aiuto cuoco, di notte si trasformava in un abile narcotrafficante, gestendo un sofisticato sistema di traffico internazionale di marijuana dagli Stati Uniti all’Italia. A incastrarlo è stata un’operazione della Guardia di Finanza, che ha scoperto il complesso meccanismo di approvvigionamento, consegna e vendita della droga, effettuata tramite pagamenti in bitcoin e distribuita attraverso i canali Telegram.
Secondo le indagini, coordinate dalla Procura, il giovane avrebbe accumulato oltre 110mila euro attraverso il traffico di droga, nonostante dichiarasse un reddito minimo di circa 9mila euro dal 2019 al 2024. Nei suoi confronti è stato disposto il sequestro di 80mila euro, considerati provento dell’attività illecita.
Dagli USA a Monopoli: la droga nascosta nei pacchi
L’inchiesta ha rivelato una strategia ben articolata per il rifornimento della marijuana, proveniente dalla California e acquistata attraverso bitcoin. Dopo aver individuato il fornitore, partiva l’ordine, con la merce nascosta in pacchi spediti da ignari corrieri indirizzati a destinatari fittizi. Gli indirizzi scelti erano inesistenti, costringendo il corriere a contattare un numero di cellulare – intestato a extracomunitari non censiti o a persone inesistenti – per definire la consegna.
Secondo quanto riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno, Garrappa monitorava i pacchi e si faceva trovare lungo il percorso della spedizione per ritirare la merce senza destare sospetti. I pacchi venivano sigillati con poliuretano espansoper superare i controlli doganali e ingannare il fiuto dei cani antidroga.
Un e-commerce della droga su Telegram
Una volta entrato in possesso della marijuana, Garrappa la distribuiva ai clienti utilizzando un canale Telegram dedicato, strutturato come un vero e proprio e-commerce. Il sistema prevedeva promozioni, offerte speciali e strategie di marketing mirate, dimostrando una sorprendente abilità tecnologica e informatica.
L’arresto in flagranza del 22enne era avvenuto nel marzo 2024, quando fu trovato in possesso di un pacco contenente 4,4 kg di marijuana. All’epoca si dichiarò solo un intermediario, sostenendo di aver ricevuto la droga per spedirla a un conoscente incontrato su Telegram. Giustificò inoltre gli 11.500 euro trovati in contanti come vincite da scommesse, mostrando anche alcune schedine per dimostrarlo.
Ma le indagini successive hanno smentito la sua versione: le autorità hanno accertato che il giovane aveva accumulato ingenti somme di denaro su diverse carte di credito, comprese quelle intestate a conti stranieri. Inoltre, un viaggio di 20 giorni a Los Angeles e Las Vegas avrebbe permesso a Garrappa di incontrare di persona il suo fornitore di droga.
Il denaro sporco e il riciclaggio
Secondo gli investigatori, i soldi guadagnati attraverso la vendita di droga sarebbero stati ripuliti grazie a due gestori di centri scommesse della provincia. Il meccanismo del riciclaggio è ancora sotto la lente d’ingrandimento della Guardia di Finanza, che sta ricostruendo l’intera rete di contatti del giovane trafficante.
Ora Garrappa si trova in carcere, in attesa di ulteriori sviluppi giudiziari. L’indagine prosegue per individuare eventuali complici e altri soggetti coinvolti nella filiera del traffico di droga.












