Un memoriale delle Stele daunie, testimonianze della storia più remota del popolo sipontino, datate all’VIII/IX secolo, al porto turistico “Marina del Gargano”.
Una preziosità culturale unica, quei manufatti rinvenuti nell’agro sipontino, che il Comune di Manfredonia ha provveduto a riservare, per la custodia e la esposizione, l’altro cimelio testimone della nascita della città, il castello in riva al golfo adriatico, iniziato da re Manfredi e proseguito dagli angioini e dagli aragonesi, destinandolo a Museo archeologico che lo Stato, a ragione della loro importanza storica e scientifica, ha decretato Nazionale.
Tanta ricchezza inestimabile è rimasta, giustamente e opportunamente, ordinata e protetta nelle possenti mura del maniero manfredino, presentata ai visitatori in allestimenti moderni e esplicativi. È mancato tuttavia un riferimento esterno, un richiamo in città che si riferisse a quei reperti, a quel Museo, a quella storia. Il Rotary club di Manfredonia, oltre che lanciare l’idea di proporre quei beni al patrimonio Unesco (un percorso fatto proprio dal Comune che ha avviato il relativo iter), ha pensato di creare un collegamento con l’esterno, la città, ma soprattutto con i forestieri, i turisti, creando un monumento ispirato alle stele daunie da collocare al porto turistico, fronte avanzato del territorio verso il mare, universale porta d’accesso.
Il progetto ha avuto una gestazione piuttosto complessa, ma alla fine la stele-monumento è stata realizzata e installata sulla banchina centrale del porto turistico “Marina del Gargano” con una cerimonia molto partecipata, gioiosa e gratificante. Non solo autorità, ma anche gente attratta dalla novità di trovarsi difronte un manufatto straordinario ma fino a quel momento rimasto nelle retrovie della memoria locale.
Significativa la presenza dell’amministrazione comunale con la vice sindaca Cecilia Simone, e l’assessora alla cultura Maria Teresa Valente (ha ribadito l’impegno per portare le stele daunie all’attenzione dell’Unesco), l’assessore Schiavone, numerosi consiglieri di maggioranza e minoranza; così come fortemente eloquente è stata la partecipazione dell’arcivescovo padre Franco Moscone, per passare da Ciro Gelsomino presidente del “Marina del Gargano” che ha ospitato con entusiasmo il monumento, e quindi la Capitaneria di porto, la Pro Loco, e altre associazioni espressioni del territorio.
“L’inaugurazione del monumento alla stele non rappresenta un punto di arrivo, bensì un nuovo punto di partenza” ha affermato Raffaele Fatone, presidente del Rotary club. “Le Stele daunie – ha spiegato – costituiscono una delle più straordinarie testimonianze della nostra storia e della nostra identità. Meritano di essere conosciute, valorizzate e raccontate. Ancora oggi molti cittadini e tanti visitatori – ha annotato – ignorano cosa siano le Stele daunie e che proprio a Manfredonia, nel Castello, sia custodita la più importante collezione nazionale dedicata a questi straordinari reperti”.
Momento clou della cerimonia, condotta con garbo da Giusi Moscatelli, lo scoprimento della stele ad opera dell’autore progettista, ingegnere Bruno Rinaldi, che ha illustrato le caratteristiche della stele “realizzata in acciaio Corten resistete al tempo: un assetto moderno, di 220 cm. di altezza per 80 di larghezza, inciso da un solo lato, evocante lo stilema degli antichi manufatti”. Alla base la dedica: “In memoria dell’archeologo prof. Silvio Ferri, scopritore e studioso illustre delle antiche stele daunie. Il Rotary Club di Manfredonia pose con gratitudine e riconoscenza”.
“Un crocevia di popoli” ha annotato l’arcivescovo Moscone, nel benedire l’installazione. Un momento magico esaltato da una lama di sole balzata dal crepuscolo del caldo pomeriggio, posatasi sulla stele evidenziandone le significative caratteristiche. “Una stele – ha chiosato Patrizia Piemontese, assistente del Governatore del Distretto 2120 Puglia e Basilicata, Antonio Tarentini – che rappresenta e rinnova un principio che ci viene dalle stesse stele, quello della libertà di pensiero e di espressione. Come fa il Rotary. Questo simbolo donato alla città, veicola il messaggio dei dauni che va al di là del tempo e dei luoghi e del quale dobbiamo saper fare tesoro”.
La città si è dunque arricchita di un memoriale che è un omaggio alla storia sipontina e una promozione del turismo. Un esempio emblematico e concreto del buon fare che andrebbe seguito e utilizzato per evidenziare doverosamente le tante notevoli vicende che compongono la storia manfredoniana che andrebbero opportunamente poste all’attenzione pubblica.
La “Stele del porto turistico” ha attratto l’attenzione di tanti concittadini e turisti che hanno avuto i primi input sulla splendida storia che rappresenta e ricorda. Tant’è che il Rotary ha deciso di dotare il monumento di un QRcode in modo da consentire più facilmente e direttamente la conoscenza della storia meravigliosa delle stele daunie di Manfredonia da approfondire visitando il Museo nazionale archeologico del castello.












