La situazione del carcere di San Severo appare meno critica rispetto a quelle di Foggia e Lucera, soprattutto grazie al numero ridotto di detenuti ospitati, attualmente 85. È quanto emerge al termine della visita organizzata dalla Camera Penale di Capitanata “Achille Iannarelli”, che ha concluso il proprio giro di monitoraggio delle strutture penitenziarie provinciali.
L’iniziativa, come sottolineato in una nota ufficiale, è stata finalizzata a monitorare le condizioni delle carceri, individuare eventuali criticità e sensibilizzare l’opinione pubblica sul persistente problema del sovraffollamento e delle condizioni di vita dei detenuti. «Basti pensare», si legge nella nota, «che al 6 dicembre scorso erano già 86 i detenuti suicidati nelle carceri italiane, a conferma della drammaticità e dell’attualità del problema».
La delegazione in visita
La delegazione della Camera Penale era composta dal presidente Massimiliano Mari e dai componenti della commissione carceri, gli avvocati Giovanni Quarticelli e Antonella Basanisi. Quella al carcere di San Severo è stata l’ultima tappa di un percorso che ha già visto le visite alle strutture più problematiche della provincia.
Il 29 agosto scorso, la delegazione aveva visitato il carcere di Foggia, il più grande della Capitanata, dove le presenze sfiorano quota 700 detenuti a fronte di una capienza prevista di 365 posti.
Lo scorso 2 dicembre, invece, è stata la volta del carcere di Lucera, che ospita prevalentemente detenuti classificati come “sex offender” e “protetti”.
L’iniziativa “Ristretti in agosto”
Le visite si inseriscono nell’ambito del progetto “Ristretti in agosto”, promosso dall’Osservatorio Carceri dell’Unione delle Camere Penali Italiane e attuato con impegno dalla Camera Penale di Capitanata.
L’obiettivo è mantenere alta l’attenzione sul tema delle condizioni carcerarie, che continua a rappresentare una delle principali criticità del sistema giudiziario italiano. In particolare, il sovraffollamento viene individuato come la causa principale delle situazioni di degrado, spesso contrarie alla dignità umana.
L’impegno degli avvocati foggiani, dunque, prosegue con l’obiettivo di portare alla luce le problematiche delle carceri della provincia e promuovere soluzioni adeguate nel rispetto dei diritti dei detenuti.








