Le malattie croniche del fegato rappresentano un’emergenza epidemiologica e clinica sia a livello mondiale che nazionale: vi sono due milioni di morti all’anno per queste patologie e si stima che da qui a dieci anni vi sarà un incremento del 50% dei casi di cirrosi e del 100% dei casi di epatocarcinoma, che rappresentano l’evoluzione finale di qualunque epatopatia cronica. Le malattie del fegato possono essere causate da difetti congeniti od acquisiti, ad esempio per l’azione tossica di alcol, farmaci o tossine, o per deficit nutrizionali, traumi, disordini metabolici ed infezioni batteriche o virali. Si stima che oltre 20.000 persone in Italia muoiono ogni anno per malattie croniche del fegato. Negli ultimi anni, l’epidemiologia delle malattie epatiche è cambiata. Il ruolo delle epatiti virali come causa di malattia cronica del fegato si è andato sempre più riducendo, grazie alla vaccinazione ed ai farmaci antivirali, per contro nuovi scenari si stanno affermando.
Ne abbiamo parlato con il dottor Rodolfo Sacco, direttore della Gastroenterologia del Policlinico di Foggia e da poco presidente nazionale del Club Epatologi Ospedalieri: “Lo scenario terapeutico attuale del tumore primitivo del fegato si è molto modificato negli ultimi anni. Accanto ai progressi tecnologici che hanno affinato le tecniche chirurgiche e le terapie radiologiche interventistiche. Lo scenario è stato modificato dalle terapie sistemiche, ovvero di farmaci che possono essere utili per il trattamento del tumore nelle fasi più avanzate. Fino al 2000 non avevamo armi terapeutiche per affrontare il problema. Solo negli ultimi 4-5 anni c’è stato l’avvento dell’immunoterapia. Oggi abbiamo a disposizione questi nuovi farmaci, a breve ne usciranno altri e pertanto aumenta il ventaglio terapeutico per il trattamento del tumore del fegato. Questo tipo di neoplasia del fegato in fase avanzata viene curata presso il policlinico di Foggia, in particolare nella struttura che io dirigo, la gastroenterologia ed endoscopia digestiva, con un day service dedicato. Il nostro centro di Foggia è considerato anche a livello nazionale”.
Il dottor Sacco è stato anche il coautore delle nuove linee guida pubblicate su una rivista scientifica internazionale. Sacco ha poi spiegato perché aumentano queste malattie: “L’obesità, il diabete e la sindrome metabolica sono in netto aumento e determinano la steatosi epatica che, in un sempre maggior numero di pazienti evolve in cirrosi, a cui consegue, purtroppo, l’incremento dell’HCC. Nuovi virus emergenti nonché le coinfezioni ( non dimentichiamo ogni due ore una persona si infetta di HIV) impongono il tenere alta l’attenzione su tutti gli aspetti legati alle patologie epatiche. Sarà sempre e comunque lo specialista ad indirizzare il paziente verso l’iter terapeutico più adatto in base alla patologia epatica diagnosticata”.
Sacco a fine mese parteciperà a Roma ad un convegno internazionale in qualità di presidente del Cleo: “L’Epatologia nel 2024”. “Il Convegno ha come obbiettivo quello di raggiungere una migliore gestione diagnostico – terapeutica dei pazienti con epatopatie. Verranno affrontate le maggiori cause di epatopatia (virali, autoimmuni, alcoliche, dismetaboliche, genetiche), nonché i test diagnostici e gli approcci terapeutici più innovativi. Nel XVI Convegno Nazionale Cleo, il paziente e la sua condizione di malattia sono messi al centro e tutte le competenze mediche necessarie sono messe a disposizione e si confrontano, dove il ruolo dell’epatologo resta fondamentale”.








