Rinvio a giudizio per Massimo Sireno, 63 anni e Francesco Melchiorre, 72 anni. Lo scorso giugno i due vennero sottoposti ai domiciliari con braccialetto elettronico ed accusati di tentata estorsione aggravata nei confronti di un imprenditore dei Monti Dauni.
Sireno, candidato per Forza Italia alla carica di consigliere comunale alle elezioni di Foggia del 2023 (ritenuto “impresentabile” dalla commissione antimafia, prese una dozzina di voti), avrebbe avvicinato un noto imprenditore del subappennino chiedendogli di versare la somma di 20mila euro quale contributo per la campagna elettorale, prospettando benefici per l’impresa.
Al diniego di versare la somma richiesta sarebbero seguite esplicite minacce, anche di morte, nei confronti dell’imprenditore e dei suoi familiari da parte dei due indagati.
L’8 ottobre prima udienza del processo che si svolgerà con rito ordinario. L’accusa poggia sulle testimonianze della vittima e di alcuni suoi parenti mentre Sireno e Melchiorre si dichiarano innocenti e parlano di richieste di denaro legittime per via di pregressi rapporti con l’imprenditore, ma quest’ultimo nega questa circostanza.












