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Home - Marialuisa De Niro e la lotta per il quartiere ferrovia. “Nessuna vicinanza o ostilità politica nei confronti della sindaca”

Marialuisa De Niro e la lotta per il quartiere ferrovia. “Nessuna vicinanza o ostilità politica nei confronti della sindaca”

Da anni la leader degli "Amici del Viale" combatte per la legalità e precisa: "Non siamo razzisti. Mohamed, Kharim, Faruk, sono stati tanti gli scambi tra gli stranieri e noi italiani che viviamo da sempre nel rione"

Di Antonella Soccio
23 Luglio 2024
in Cronaca, Foggia
Marialuisa De Niro Centra

Marialuisa De Niro Centra

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Le possibili e ventilate dimissioni del comandante della Polizia Locale, Romeo Delle Noci, la cui decisione potrebbe essere stata cagionata anche dalla turbolenta questione del quartiere ferrovia, e alcune reazioni social della prima cittadina hanno indotto l’associazione Amici del Viale Aps, nella persona della loro presidente Marialuisa De Niro Centra, a riflettere su quanto è stato fatto in questi anni.

De Niro, così come gli altri amici e attivisti residenti, non ci sta a passare per fascista e razzista. Né ritiene giuste le accuse di chi crede che certi comportamenti e certe prese di posizione da parte dell’associazione arrivino solo ora col campo largo progressista della sindaca Maria Aida Episcopo per chissà quale ostilità politica.

“I nostri primi tavoli della sicurezza sono stati con il questore Silvis e con l’allora prefetta Maria Tirone, per poi passare al prefetto Massimo Mariani e a tutti gli altri – ricorda la presidente degli Amici del Viale a l’Immediato -. Abbiamo avuto un rapporto bellissimo con il questore Sirna. Ci stiamo battendo da tempo e tutti sanno quanto siamo stati incisivi e duri negli anni col sindaco Franco Landella. Non c’è mai stata nessuna vicinanza politica a questo o quell’amministratore. Recuperare il luogo, valorizzarlo, non significa cacciare gli stranieri, ma pretendere che rispettino le regole. Questo è alla base dell’integrazione. Noi siamo stati convocati con tutti i prefetti, l’associazione ha sempre lavorato per la città e per il quartiere. Era candidato sindaco Pippo Cavaliere, quando tutti sottoscrissero i nostri famosi punti in piazza in una domenica di manifestazioni sul Viale. Facemmo un attacco pubblico a Landella, che forse l’attuale sindaca non ricorda”.

L’associazione ha uno statuto ben preciso, negli anni alcuni attivisti sono scesi in campo. Roberta Apicella ad esempio era candidata col campo largo nella lista Con, l’avvocato Iudice era nelle liste di Nunzio Angiola.

È all’allora ministra dell’Interno Luciana Lamorgese e al ministro della Salute Roberto Speranza che l’associazione ha scritto uno degli esposti più importanti ed accorati della loro recente storia, dove si legge: “Dopo anni di silenzio da parte delle locali istituzioni, ci rivolgiamo a loro come ultima ratio, nella speranza di essere ascoltati. Noi rappresentiamo come Associazione numerose famiglie che vivono in un ex quartiere residenziale della città di Foggia; qui la mancanza di un piano del commercio e la scellerata amministrazione della cosa pubblica negli ultimi 10 anni, ha favorito l’insediamento di molteplici attività straniere creando ufficialmente un quartiere multietnico, ma in realtà un ghetto dove la legge viene imposta dal più forte. Persino gli agenti della polizia locale sono stati spesso malmenati, tanto da rivolgersi al loro sindacato denunciando la pericolosità di queste strade completamente alla mercé di soggetti pericolosi e quasi sempre privi di documenti”.

L’associazione ha scritto anche al ministro Piantedosi. In perfetto spirito bipartisan. Si legge: “Siamo sommersi da rifiuti ed escrementi umani e come se non bastasse qui vige la completa indifferenza nei confronti di tutte le regole del vivere civile; il tutto in una situazione sanitaria terribilmente compromessa che dovrebbe avere la massima attenzione da parte di tutte le autorità competenti in materia”.

È dell’aprile del 2021 invece l’esposto ai Vigili del Fuoco, Prefettura, Polizia Locale e tutte le altre forze dell’ordine per la segnalazione della “presenza di un numero imprecisato di bombole del gas destinate alla vendita in Via Piave”.

Ebbene, i problemi sono ancora quasi tutti presenti. Dal mercato abusivo con occupazione del suolo pubblico a spacciatori e prostitute in postazioni fisse. Il quartiere è ancora stracarico di rifiuti di tutti i tipi compresi gli scarti in putrefazione di carcasse di animali.

Questo però non impedisce a tanti residenti di essere fraternamente amici a tanti stranieri che vivono legalmente. De Niro ha più di un amico straniero commerciante in Via Podgora. E osserva: “Mohamed, Kharim, Faruk, sono stati tanti gli scambi tra gli stranieri e noi italiani che viviamo da sempre nel quartiere. Ci sono legami anche di protezione, questa è la mia famiglia italiana, ci dicono. Noi stiamo facendo una lotta per la legalità, per un minimo di decoro e per l’igiene pubblica. Le nostre strade sono unte, insalubri. Si apprende con dispiacere che secondo la sindaca esistono zone dove si spaccia ancora di più. Siamo tutti fratelli ma non posso essere fratello o sorella di uno stalker. Il malvivente è malvivente, del resto sono gli stessi negozianti stranieri in regola che si lamentano per come vanno le cose qui. Molti sono basiti perché ci ripetono che nei loro paesi gran parte dei perdigiorno che si ubriacano e si drogano sarebbero arrestati. Loro hanno un giudizio sulle nostre forze dell’ordine terribile. Qualcosa si sta muovendo, la presenza del presidio fisso di Polizia Locale, necessario dopo alcuni fatti denunciati, ha reso meno evidenti certi traffici. Siamo stati soli per anni e siamo felici che una community social si batta per questo quartiere. È una questione di civiltà, di integrazione e di futuro”.

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Tags: de niroFoggiaquartiere ferrovia
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