Udienza dal forte impatto emotivo stamattina nella Corte d’Assise del Tribunale di Foggia, dove è stata autorizzata la visione dei video, della durata di circa 15 minuti, relativi alla mattanza del 7 maggio 2023 a Torremaggiore.
Taulant Malaj, difeso dagli avvocati Michele Maiellaro e Giacomo Lattanzio, è accusato di aver ucciso a coltellate il 51enne vicino di casa Massimo De Santis, ritenuto dall’imputato l’amante di sua moglie Tefta, e la figlia 16enne Jessica, intervenuta per difendere la madre che rimase ferita ma scampò alla morte.
Malaj è stato presente in aula per un brevissimo lasso di tempo. Dopo pochi secondi dall’inizio della proiezione dei filmati, l’uomo ha cominciato a gridare e a sbattere la testa contro le inferriate della cella. Il presidente della Corte d’Assise, giudice Talani, ne ha quindi ordinato l’immediato allontanamento.
I video sono stati mostrati su richiesta dei pm Sabrina Cicala e Antonio Laronga, a supporto della testimonianza del carabiniere in forza al nucleo operativo della Compagnia di San Severo, tra i primi ad arrivare sulla scena del crimine e a svolgere la conseguente attività d’indagine.
Le immagini, particolarmente cruente, ripresero sia i momenti della mattanza, immortalati dalle telecamere installate nell’abitazione da Tefta Malaj, sia il comportamento tenuto dall’imputato subito dopo il gravissimo fatto di sangue. L’uomo filmò i cadaveri e la moglie agonizzante. Data l’atrocità delle immagini mostrate, la Corte ha stabilito che l’udienza si svolgesse a porte chiuse.
In aula, come alle precedenti udienze, era presente anche la sopravvissuta Tefta, costituitasi parte civile in proprio e con potestà genitoriale sul figlio di 5 anni che assistette alla violenza, rappresentata dall’avvocato Roberto de Rossi. Presenti, inoltre, l’avvocato Matteo Tenace, che rappresenta i familiari di Massimo De Santis, e l’avvocata Anna Grasso, costituita per la Cooperativa Sociale “Il Filo di Arianna”.
“È stata una udienza molto dura per la mia assistita, che ha ripercorso con la mente quei drammatici momenti ed ha, infatti, pianto per l’intera durata dei video”, ha commentato al termine dell’udienza De Rossi. “Sono stati momenti ad alto impatto emotivo, ma tengo a ribadire che Tefta Malaj non è animata da alcun sentimento di vendetta, ma da un legittimo desiderio di giustizia, soprattutto per la figlia Jessica. È fisiologicamente sotto choc, oggi acuito dalla visione dei video dell’omicidio, ma sta attraversando con grande determinazione un delicato percorso di sostegno psicologico”, ha concluso il penalista.
Prossima udienza il prossimo 7 giugno, quando verrano ascoltati tre testi della pubblica accusa.












