Un mezzo flop, stando alla sentenza di primo grado, l’inchiesta “White Beach” del 2022 sul narcotraffico tra San Severo e il Molise. Ieri il Tribunale di Campobasso ha condannato i dieci imputati che scelsero il rito abbreviato, altri sono a processo con l’ordinario a Larino.
Ma le pene sono di molto inferiori a quelle invocate dall’accusa. Il sanseverese Lorenzo Russi, 46 anni, ritenuto in posizione apicale, difeso dai legali Marinelli e Bonaduce, è stato condannato a 7 anni e 10 mesi a fronte di una richiesta della procura di 16 anni e otto mesi. Riqualificato il reato nell’articolo 74 comma sesto, la cosiddetta “piccola associazione”.
Condanne lievi per tutti gli altri: Leonardo Stalla, 3 anni e 10 mesi, Leo Montagna, 3 anni e 8 mesi, Giuseppe Merlo, 3 anni e un mese, Vincenzo De Chiara, 2 anni e 6 mesi, Armando Cardillo, 2 anni e 6 mesi, Sabrina Mammarella, 2 anni, Antonio Fatone un anno e 9 mesi, Giuseppe De Cato, un anno e 9 mesi, Angelo Giacco, 8 mesi. Per loro le richieste dell’accusa arrivavano anche a 8 e 10 anni.
Nel 2022 i carabinieri, coordinati dalla Dda, bloccarono un traffico di stupefacenti tra la provincia di Foggia, in particolare San Severo, e il Molise. Tra le mete privilegiate per la vendita della “roba”, Campomarino Lido, Termoli, Guglionesi e Sant’Elia a Pianisi.












