La Comunità Art Labor incontra Giorgio Ferretti, vescovo dell’Arcidiocesi Metropolitana di Foggia – Bovino. Un incontro ricco di significato per tanti motivi, “per costruire sempre più ponti”, per rendere possibile e consolidare sempre più il dialogo fra la nostra comunità terapeutica e le istituzioni religiose da sempre vicine a tematiche come quelle di cui ci prendiamo cura da lungo tempo.
Presso la sede della C.T. “ArtLabor” di Foggia si è tenuto un importante, ricco e significativo incontro con il vescovo. A riceverlo, accompagnato da don Antonio Sacco, sono stati i vertici organizzativi della Comunità: la direttrice Rita Frigerio, il direttore Fernando Porcelli, il prof. Paolo Pastore, il responsabile del personale Luigi Lepore, l’equipe degli psicoterapeuti con il dottor Paolo D’Antuono, le dottoresse Anna Marone e Valentina Cocuzzi, l’educatore professionale Valerio Del Monte, oltre agli operatori Angelo De Meo, Antonio Di Mauro, Franco Contini, Pasquale lorio, Donatello Summa. Tante le tematiche di rilievo toccate nel corso del lungo colloquio, che ha evidenziato la grande attenzione di Ferretti che ha rivolto pensieri e opinioni interessanti su un tema delicato per la sua funzione sociale.
L’incontro è stato poi esteso agli ospiti della struttura che hanno partecipato con tutto lo staff alla celebrazione della Santa Messa, durante la quale i nostri ragazzi hanno rivolto le loro preghiere e il loro personale ringraziamento per la visita e il tempo dedicatogli. Al termine della visita, il vescovo è stato omaggiato dalla comunità con un manufatto realizzato da Porcelli che ha ritratto la cattedrale di Foggia su una delle tegole del ‘700 appartenenti alla Chiesa Madre e donate alla CT da Sacco in occasione di alcuni lavori di restauro del tetto.
Anche i ragazzi hanno donato a Ferretti un cartellone realizzato da loro e contenente le loro speranze e preghiere, scritte a mano. “È stato un piacere e un privilegio – ha rimarcato Frigerio – incontrare il nuovo vescovo proprio nella nostra sede. Le sue parole e il suo atteggiamento ci hanno trasmesso partecipazione, sensibilità, speranza. La sua esperienza in Africa, il suo impegno verso le persone più fragili e svantaggiate, mettono in evidenza l’analogia con il nostro lavoro. Inoltre, sebbene la nostra attività abbia un’impostazione laica, l’aspetto spirituale è comunque un valore aggiunto, che dona conforto e fiducia e induce a esprimere la parte migliore di ciascuno. Questo incontro non è servito soltanto a conoscerci ma ha anche gettato le basi di future collaborazioni, per proseguire nell’ottica di rete sociale e porre sempre più tasselli nel mosaico importante dell’integrazione collettiva. In fine, ci piace pensare che non sia un caso la concomitanza con l’ingresso della primavera, come un augurio che ogni idea diventi seme capace di sbocciare in un nuovo frutto”.











