Dopo il debutto assoluto di Manfredonia e il grande successo nel brindisino prosegue il suo viaggio nei teatri di Capitanata e della Puglia, dentro il consorzio del Teatro Pubblico Pugliese, “Cafoni. Un racconto musicale”, il nuovo spettacolo scritto e diretto dall’attore foggiano Michele De Virgilio insieme a Mario De Vivo.
“Cafoni. Un racconto musicale”, prodotto da Teatro della Polvere – AVL con il sostegno della Fondazione Monti Uniti di Foggia, vede in scena insieme al mattatore Michele De Virgilio, Stefano Corsi, Simona Ianigro con la partecipazione dei musicisti Giovanni Mastrangelo (contrabbasso), Aurora Corcio chitarra e voce, Andrea Pontone regia multimediale, Musiche originali Antonio Cicoria che oltre a suonare percussioni, tastiere è responsabile del suono. Il disegno luci è di Aldo Bux.
Lo spettacolo, un racconto in musica con attori e maestranze che lavorano e operano sul territorio, è un omaggio ai cafoni di ieri e di oggi uniti da un triste destino di povertà e miseria. Una storia drammatica ma mai cupa, accompagnata da musiche originali composte da Antonio Cicoria ed eseguite dal vivo da un trio di musicisti professionisti che faranno da metronomo alle parole dell’attore, che utilizza il teatro – andando oltre la cronaca – per denunciare una condizione di sfruttamento e di oppressione ancestrale e modernissima.
La storia racconta di una bracciante anziana che, in un piccolo paese del Tavoliere delle Puglie, si cinge il capo con un fazzoletto nero, si chiude la porta di casa alle spalle salutando una foto di Giuseppe Di Vittorio e s’incammina lungo il viale del paese, stringendo un mazzo di fiori freschi fra le mani. La donna si reca ogni giorno al cimitero sulla tomba del marito, ma una mattina – deviando dal solito percorso tra i viali del campo santo – si accorge che in un angolo di terra sconquassato era stata piantata una croce che non aveva mai visto prima, su cui qualcuno aveva solamente scritto: sconosciuto. Incuriosita, l’anziana si reca dal custode e scopre che sotto quella croce era stato seppellito un ragazzo straniero, un bracciante stagionale trovato vicino a un campo, con la testa schiacciata dalla ruota di un camion.
Dopo il fortunatissimo e bellissimo “Tonino a testa in giù” sul crollo di viale Giotto, De Virgilio torna a raccontare sul palco i temi duri e difficili di Foggia.
“Il pubblico sta accogliendo benissimo Cafoni, perché è uno spettacolo di teatro civile che non passa mai per il dramma. È un racconto leggero che arriva dritto al cuore”, spiega De Virgilio. “Si parla un po’ meno di caporato in questi ultimi mesi, ma per fortuna le operazioni di polizia continuano e si continua a mantenere alta l’attenzione. Mi è capitato di leggere sul giornale di questa storia, lo spettacolo è tratto da una storia vera e ne ho scritto in collaborazione con Mario De Vivo. Ci è capitata per le mani questo fatto di cronaca e ci è sembrato subito potentissimo per il teatro. Al cinema ci hanno provato Placido ed altri a raccontare di bracciantato ma al teatro non ho mai visto una cosa del genere in questa veste e con questa chiave, le musiche originali di Cicoria fanno fare un bel salto alla rappresentazione”.
Perché il teatro civile dopo l’esplosione dei primi anni duemila fa più fatica ad affermarsi? “Perché viviamo un un momento storico di leggerezza, i temi sociali stentano ad essere vendibili. Si è un po’ perso il senso sociale delle rappresentazione e c’è meno gente che ha voglia di investire perché il teatro deve ricalcare temi commerciali o avere sul palco nomi televisivi”.
Anche De Virgilio però sta costruendo con molta determinazione la sua fama televisiva, è un attore ormai riconosciuto e amatissimo dal pubblico delle fiction. Oltre al Patriarca 2, presto lo vedremo in produzioni Netflix e Prime. “Sta per uscire la Vita che volevi su Netflix di Ivan Cotroneo e per un’altra produzione per Amazon”.











