La Puglia è la regione italiana con il maggior numero di intimidazioni nei confronti di amministratori locali e dipendenti pubblici nel 2025. È quanto emerge dalla sedicesima edizione del rapporto “Amministratori sotto tiro”, presentato a Napoli da Avviso Pubblico, l’associazione che riunisce enti locali e regioni impegnati nel contrasto alle mafie e alla corruzione.
I dati fotografano una situazione che continua a destare preoccupazione. Nel corso del 2025 sono stati censiti in Italia 309 atti intimidatori, pari a una minaccia ogni 28 ore. Dal 2010 a oggi gli episodi registrati sono stati oltre 6mila e hanno interessato 1.736 Comuni italiani.
Puglia prima in Italia per intimidazioni
Con 51 episodi censiti, in aumento rispetto all’anno precedente, la Puglia guida la classifica nazionale davanti a Campania, Sicilia e Calabria. I casi registrati hanno interessato 38 Comuni distribuiti nelle sei province pugliesi.
La provincia più colpita è Lecce con 15 episodi, seguita da Taranto con 9. In provincia di Foggia sono stati registrati 8 casi, mentre Bari ne conta 7 e Brindisi e Bat 6 ciascuna.
Particolarmente significativo anche il dato storico: dal 2010 al 2025 in Puglia sono stati censiti 745 atti intimidatori, con una media di oltre 46 episodi all’anno. Inoltre, 165 Comuni pugliesi su 257, pari al 64 per cento del totale, sono stati colpiti almeno una volta. Una percentuale che rappresenta il dato più alto d’Italia nel rapporto tra Comuni interessati dal fenomeno e numero complessivo di enti locali presenti sul territorio regionale.
I Comuni foggiani già sciolti per mafia
Il rapporto evidenzia come tra i 38 Comuni pugliesi colpiti nel 2025 figurino sette enti che in passato sono stati sciolti per infiltrazioni mafiose: Foggia, Manfredonia, Monte Sant’Angelo, Orta Nova, oltre a Neviano, Ostuni e Terlizzi.
Alcuni territori mostrano una particolare esposizione nel tempo. Per Monte Sant’Angelo il 2025 rappresenta il decimo anno in cui viene registrato almeno un episodio intimidatorio, mentre per Manfredonia è il nono anno e per Orta Nova il settimo.
L’appello di Avviso Pubblico
“Quando si minaccia un sindaco, un assessore, un consigliere comunale o un funzionario pubblico si colpisce la democrazia di una comunità intera”, sottolinea il presidente nazionale di Avviso Pubblico Roberto Montà, che invita a non considerare il fenomeno come inevitabile ma a contrastarlo con strumenti concreti, presenza dello Stato e mobilitazione civica.
Sulla stessa linea il coordinatore regionale di Avviso Pubblico Puglia e sindaco di Monte Sant’Angelo Pierpaolo d’Arienzo, secondo cui il primato negativo della Puglia rappresenta “un campanello d’allarme che non può essere sottovalutato”. Per d’Arienzo le intimidazioni sono spesso tentativi di condizionare le istituzioni e scoraggiare chi svolge funzioni pubbliche.
Incendi e minacce tra le forme più diffuse
Tra le forme intimidatorie più ricorrenti segnalate dal rapporto figurano incendi dolosi, auto e mezzi comunali dati alle fiamme, minacce dirette e atti intimidatori rivolti ad amministratori, candidati, funzionari pubblici e agenti della polizia locale. Un fenomeno che continua a interessare soprattutto il Mezzogiorno e che, secondo Avviso Pubblico, richiede il rafforzamento delle attività di prevenzione, monitoraggio e sostegno agli enti locali maggiormente esposti.









