“Il M5S ha completa fiducia nella sindaca Maria Aida Episcopo e Maria Aida in noi. Mi dispiace che alcuni ci vogliono divisi, ma chi ci vuole divisi non ama la città e vuol dire che spera che questo progetto politico fallisca affinché Foggia torni probabilmente nel baratro del passato. E mi dispiace che vengano offese persone del M5S che non lo meritano. Io sono completamente sereno, fiero del percorso che stiamo portando avanti e sicuro che il M5S potrà essere come sempre decisivo per garantire a Maria Aida il buon governo della città”.
Sui social il coordinatore provinciale pentastellato ed europarlamentare Mario Furore raffredda i toni di una trattativa per la composizione della Giunta del Comune di Foggia che, a causa delle lungaggini elettorali post voto, sta avvelenando un po’ il clima del campo largo.
“Vogliono indebolirmi”, dice agli amici tra i denti Furore, che è stato l’artefice al tavolo del campo largo della candidatura di Episcopo. Il M5S che ha sempre ambito ad avere la delega dell’Ambiente, che è una delle stelle dal 2007, si trova al momento in uno stallo.
La sindaca aveva chiesto per quell’incarico l’assunzione di responsabilità dell’eletta Lucia Aprile, ex presidente del comitato civico La Società Civile e tra i firmatari dell’esposto contro Amiu Puglia. Come si sa, la neo consigliera preferirebbe rimanere in Consiglio. Lo stesso dicasi per il collega Francesco Strippoli, che a l’Immediato ha di recente spiegato le sue ragioni. Entrambi avrebbero troppo timore di essere “segati”, come si dice in gergo, per far scorrere la lista.
Il gruppo consiliare aveva avanzato altri nomi, in particolare quello di qualche legale del pool di avvocati trasversali estensori dell’esposto. Tra questi, si ricorderà, vi è anche Oreste Di Giuseppe, candidato consigliere non eletto della civica di Raffaele Di Mauro.
Tra le ultime ipotesi vi era stata anche quella dell’avvocato iscritto al MoVimento Giuseppe Potenza, bocciata sia da Episcopo sia da Furore.
Infine si era caldeggiato il nome di Giorgio Cislaghi, candidato in lista e non eletto, esperto di rifiuti. Su di lui però vi sarebbero delle riserve della stessa sindaca per alcuni post oppositivi di Cislaghi oltre che il veto addirittura di Michele Emiliano.
Chi rimane? È possibile dunque che il M5S debba abbandonare l’opzione Ambiente, per virare su altre caselle, presumibilmente Bilancio con il commercialista Formica e Welfare.
Resta inoltre il malumore per il super tecnico Giuseppe Galasso, assessore della Giunta Decaro, considerato vicino al Pd e per il piazzamento di Lia Azzarone, che dirigenti e base pentastellata considerano divisiva e “inadatta” alla presidenza del Consiglio.
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