Un duro colpo al narcotraffico foggiano è stato inferto nelle scorse ore dalla Guardia di Finanza di Foggia in collaborazione con i colleghi di Bari e lo Scico di Roma. 16 gli arrestati di cui sei finiti in carcere. Il nome più altisonante è quello del 27enne Andrea Carella, presunto sodale del boss Pasquale Moretti, capo indiscusso della batteria Moretti-Pellegrino-Lanza, figlio del Mammasantissima Rocco detto “il porco”, entrambi in carcere da tempo per altre vicende. Lo stesso Carella è stato recentemente condannato a 6 anni e 8 mesi insieme a due compari per il pizzo ad un piccolo imprenditore locale.
Stando alla maxi inchiesta dei finanzieri, i 16 indagati (alcuni contigui alla “Società Foggiana” stando alla nota diffusa dagli inquirenti) sarebbero responsabili – a vario titolo – di spaccio di droga, fabbricazione e detenzione illecita di armi clandestine, furto, ricettazione ed evasione. Il provvedimento custodiale, disposto dal gip del Tribunale di Foggia su richiesta della Procura della Repubblica, scaturisce dalla prosecuzione delle attività investigative che nel mese di ottobre 2022 portarono all’arresto di 10 persone ritenute responsabili di estorsioni, furti, ricettazione, detenzione e porto abusivo di armi.
Le indagini avrebbero evidenziato, ancora una volta, l’intento della malavita foggiana di intessere affari anche fuori dai confini cittadini e provinciali. Mesi fa fece molto rumore l’operazione antimafia a Pescara che evidenziò gli interessi criminali dei Moretti in Abruzzo con un ruolo centrale ricoperto da Anna Moretti, sorella di Pasquale. Stavolta, invece, sarebbero emersi contatti con i Monti Dauni e con la provincia di Benevento.

Tutti i nomi
In carcere, oltre a Carella, Michele Cappetta, 48enne di Foggia, Massimo Natale, 48enne di San Giovanni Rotondo, Marzio Minutella, 44enne di Benevento, Saverio Bruno, 27enne di Foggia e Fabrizio Bevilacqua, 25enne di Foggia.
Ai domiciliari Francesco Cascioli, 70enne di Foggia, Marianna Ciasullo, 31enne di Foggia, Donato Anzivino, 52enne di Bovino, Luigi Carella, 60enne di Foggia, Armando Mario D’Elia, 46enne di Foggia, Francesco Viscillo, 49enne di Foggia, Giovanni Di Canio, 63enne di Foggia, Michele Pagniello, 50enne di Foggia, Pietro Pensa, 58enne di San Severo e Paolo Martino, 61enne di Foggia.
Dalla droga all’acciaio
È stata ricostruita un’intensa attività di spaccio, in particolare di cocaina, con base in un box del quartiere Candelaro dove la droga veniva depositata, lavorata e suddivisa in dosi. Poi le dosi venivano recapitate agli spacciatori incaricati della vendita al dettaglio presso diverse piazze di spaccio della città. Le comunicazioni tra gli indagati avvenivano mediante schede telefoniche intestate ad extracomunitari ed adottando un linguaggio criptico, tramite messaggi o squilli di telefono in base ad un codice convenzionale precedentemente concordato per indicare i luoghi di consegna della droga ed ostacolare le attività investigative.
Le indagini hanno permesso anche di identificare una persona residente in provincia che, su richiesta degli indagati, avrebbe modificato artigianalmente alcune pistole a salve trasformandole in armi comuni da sparo utilizzate nelle attività delittuose.
Ricostruito, inoltre, il furto di centinaia di quintali di acciaio che sarebbero state asportate dagli indagati da un deposito di materiali ferroviari di Trenitalia spa sito nei pressi della stazione di Foggia dopo aver reclutato due dipendenti infedeli e poi i materiali trafugati sarebbero stati rivenduti ad una società di San Severo.
Oltre agli arresti sono state eseguite anche 16 perquisizioni, con l’ausilio dell’elicottero Volpe 404 del Reparto operativo aeronavale di Bari e di unità cinofile, nel rione Candelaro ed in altri quartieri della città nonché a Lucera, Bovino, Orsara di Puglia, Serracapriola e Monteguelfo in provincia di Benevento. Sono state rinvenute 2 pistole, 2 fucili e centinaia di munizioni di vario calibro che si aggiungono alle 4 pistole sequestrate nel corso delle indagini.
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