Nessuna intenzione di sparire dalla scena politica manfredoniana, ma idee ben chiare sul futuro della città. L’ex vicesindaco di Forza Italia, il giovanissimo Giuseppe Basta, defenestrato dal primo cittadino Gianni Rotice ha rilasciato alcune dichiarazioni a Manfredonia Tv a circa un mese dalla crisi dell’amministrazione comunale scoppiata in piena festa patronale.
“Il sindaco oggi parla di apertura alle forze politiche di opposizione? Mi viene da ridere. Sono stato l’unico a portare avanti questa proposta e sono sempre stato criticato per questo mio atteggiamento. Adesso si parla di ‘bene della città’, ma ritengo sia solo un’espressione abusata. L’apertura alla minoranza non va fatta solo in caso di necessità”.
Molto critico sul futuro della giunta. Come già dichiarato dal suo partito, è iniziata la stagione dei ricatti. “Non so se al posto del sindaco avrei proseguito questa esperienza. Ci sono tredici sindaci, tutti possono fare la differenza, ricattare e abbassare il livello politico della discussione“. Il riferimento è alla situazione precaria in Consiglio comunale dove la maggioranza è composta da 12 consiglieri più il sindaco contro i 12 dell’opposizione, i nove storici più i tre di Forza Italia.
“La nostra linea è fare una opposizione come si deve studiando gli atti e mettendo a disposizione dei cittadini le nostre competenze. Io non sarò in aula. Fui il primo degli eletti nel mio partito ma mi dimisi per ricevere le deleghe assessorili”. Al suo posto ci saranno i colleghi “superstiti” del partito.
“Voglio ringraziare Marco Di Bari, Liliana Rinaldi e Angelica Ciuffreda perché hanno dimostrato serietà e coerenza. Hanno sposato il programma del partito e lo porteranno avanti, cosa che non si poteva più fare con la maggioranza Rotice”.
E ha concluso parlando della coesistenza con la minoranza storica composta essenzialmente da forze politiche di centrosinistra e pentastellati: “Il fatto che la maggioranza non stia facendo bene il proprio lavoro renderà più semplice la nostra collaborazione con le altre forze di opposizione”. (In foto, Basta e Rotice)












