Pietra tombale sul maxi progetto delle sale operatorie del Deu, previsto nell’investimento da 192 milioni di euro dall’ex direttore generale Vitangelo Dattoli. Il “Ppp”, partenariato pubblico privato, nel quale c’era tutta la gestione integrata dell’attività chirurgica (alta tecnologia, gestione della centrale e centro di sterilizzazione), è stata definitivamente superata dal nuovo piano di investimenti 2023-2025 sottoscritto da Giuseppe Pasqualone. Verra rimpiazzato dal “vecchio” blocco, realizzato e mai completato, per il quale è previsto un investimento di 1,1 milioni (“Acquisto del completamento attrezzature per l’attivazione delle n° 8 sale operatorie presso il blocco operatorio”), mentre 5,6 milioni saranno destinati alle 6 sale operatorie del Deu (di cui 2 per la Cardiochirurgia). Tra i nuovi interventi aggiuntivi, per i quali sono state richieste ulteriori risorse (quasi 7 milioni) alla Regione Puglia, ci sono: l’acquisto e installazione di apparati Wi-Fi ai presidi aziendali (1,8 milioni); realizzazione anello ottico di Campus a 100 Gbit (1,8 milioni); lavori complementari all’installazione di grandi apparecchiature di cui ai finanziamenti Pnrr – missione n°6 (2,9 milioni di euro). Nello schema sono stati presentati progetti per circa 240 milioni di euro, da completare entro il 2025.
Bilancio in rosso
L’azienda di viale Pinto, dall’ultimo bilancio, risulta essere in perdita di circa 30 milioni di euro. Uno degli elementi più critici riguarda il rapporto tra costo del personale e produttività, quantificati rispettivamente in 181 milioni e 187 milioni circa. Uno scarto troppo sottile se si considera la necessità di dover far fronte a tutte le altre voci di spesa in pancia al policlinico di riferimento del nord della Puglia. Per questo, recentemente, la Regione, con la delibera n. 412/2023, ha aumentato i fondi per coprire i buchi che si generano ogni anno nei conti delle strutture del sistema sanitario regionale.
“Con questo provvedimento – ha spiegato l’assessore Rocco Palese -, la nostra Regione si unisce all’Emilia Romagna e alla Toscana in un percorso di difesa del diritto alla salute, che passa anche attraverso la proposta di superare i vincoli di spesa imposti per il personale sanitario. Già nel 2022, molte Regioni hanno avuto difficoltà a garantire il pareggio di bilancio. La Puglia, in particolare, è riuscita a colmare il sottofinanziamento nazionale e la mobilità sanitaria solo attraverso l’utilizzo di risorse provenienti dal bilancio autonomo”.
Eppure, a guardare i bilanci, sembra che la spesa per il personale sia oltremodo sproporzionata in rapporto ai ricavi della produzione. A maggior ragione se a questi si aggiungono i volumi enormi di mobilità passiva – i viaggi della speranza dei pazienti verso le regioni del Nord -, tornati a crescere in maniera sostenuta dopo la riduzione forzata casuata dalla pandemia Covid.
Gli investimenti del triennio
Sul piatto sono presenti investimenti milionari per nuove strutture, grandi macchine (anche se sarebbe utile capire quale sia l’indice di utilizzo di quelle, di ultima generazione, già in dotazione), e impianti. Tra questi c’è la nuova palazzina degli uffici amministrativi, per la quale è stata prevista una spesa di 20 milioni di euro, con fondi del bilancio. Mentre la parte più corposa spetta al monoblocco, con la riqualificazione per l’adegumento alla norma antisismica (51 milioni di euro). Per l’abbattimento e ricostruzione di alcuni stabili – oltre al monoblocco -, sono stati impegnati 35 milioni di euro. Grande attenzione è stata riservata all’efficientamento energetico, con diversi impianti che verranno installati persino sulle pensiline dei parcheggi (2.5 milioni). Al D’Avanzo, 24 milioni di euro serviranno per i lavori di “adeguamento alla normativa antisismica, impiantistica e antincendio, con riqualificazione distributiva per ambulatori e laboratori”. Al “Lastaria” di Lucera, invece, sono stati destinati 20 milioni di euro. La palazzina della Maternità sarà interessata da lavori per circa 11 milioni di euro. Sono lontani dunque il progetti della ‘nuova cittadella’ di Dattoli, presentati in pompa magna nei “4 passi” con il governatore Michele Emiliano. La mancata riqualificazione di viale Pinto fu il primo segnale di un percorso di “rottura” rispetto alla precedente visione di sviluppo. Percorso ratificato con l’ultimo atto.
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