“La città di San Severo si conferma il punto di riferimento per il contesto criminale dell’Alto Tavoliere e per molti dei gruppi criminali attivi nel promontorio garganico”. Ne sono convinti gli investigatori della Dia che nelle scorse ore hanno rilasciato la relazione semestrale sulla mafia in Italia, periodo di riferimento seconda metà del 2022.
“Gli assetti della ‘città dei campanili’ presentano profili di rapide metamorfosi per la presenza di nuove formazioni proiettate a colmare i vuoti generati dalle attività di contrasto e dal passaggio da una struttura orizzontale ad una a propensione verticistica. Il territorio continua a risentire delle incisive conseguenze derivanti dal programma di espansione avviato dalla batteria foggiana Moretti-Pellegrino-Lanza grazie ai solidi rapporti intrattenuti con il clan sanseverese La Piccirella-Testa dedito prevalentemente al traffico di stupefacenti, alle estorsioni, alle rapine ed in contatto con esponenti dei sodalizi calabresi e campani. Altro peculiare aspetto della criminalità organizzata sanseverese è la sua crescente infiltrazione in Molise come documentato dalle inchieste ‘Round trip’ e ‘White beach’ concluse, rispettivamente, dalla Polizia di Stato e dai carabinieri il 17 settembre 2022 e il 5 ottobre 2022 con l’arresto di diversi pregiudicati sanseveresi.

Ancora nell’ambito degli stupefacenti, rileva l’operazione ‘Troy’ conclusa, il 10 ottobre 2022 dalla Polizia di Stato, documentando il ruolo strategico assunto da un esponente del clan Russi la cui spregiudicatezza era già emersa, peraltro, il 6 luglio 2022 quando, assieme ad altri 5 pregiudicati, si era reso responsabile di lesioni personali e rapina in danno di un appartenente alle forze di polizia. Nell’ambito del medesimo contesto investigativo, risultano inquadrabili gli esiti dell’operazione ‘Troy II’ del 23 novembre 2022 che hanno confermato ‘l’esistenza dell’illecita attività di spaccio di sostanze stupefacenti all’interno del quartiere popolare denominato San Bernardino’. Nel fitto reticolato di vie al centro del rione, infatti, è stato documentato ‘uno scenario assolutamente allarmante dominato da pusher’ i quali, senza soluzione di continuità, gestivano ed assicuravano un costante smercio di droga all’interno di ‘edifici condominiali blindati dotati di sofisticati e avanzati servizi di video-sorveglianza, mediante l’uso di vedette adibite al controllo delle zone limitrofe'”.
“A Lucera, le dinamiche criminali hanno gradualmente generato diverse formazioni, alcune delle quali di qualificato spessore criminale come quella dei Cenicola, dei Barbetti e dei Papa-Ricci. L’operatività del clan Barbetti è rilevabile nel decreto relativo al sequestro preventivo di beni, eseguito il 25 agosto 2022 dalla DIA, per un valore complessivo di circa 170 mila euro”.
“Se le figure storiche legate ai Barbetti e ai Ricci hanno in passato dato dimostrazione di una migliore interazione nel settore degli stupefacenti, il gruppo facente capo alla famiglia Cenicola sembrerebbe più orientato al controllo del territorio attuato mediante la gestione delle attività illecite, come evidenziato nel provvedimento cautelare eseguito, il 28 ottobre 2022 dall’Arma dei Carabinieri, a carico di appartenenti alla famiglia Cenicola ritenuti responsabili di tentata estorsione e lesioni in danno di un locale imprenditore attivo nella gestione delle slot machine. A completare il contesto criminale lucerino anche le nuove leve legate al clan Bayan la cui operatività, seppur fortemente condizionata dalla perdurante detenzione loro vertice, potrebbe essere ancora garantita da alcuni parenti di quest’ultimo ancora in libertà”.












