“Stamane ho protocollato le mie dimissioni da assessore – lo riporta Libero Palumbo con delega agli Affari generali e personale -. Avrei voluto farlo giorni fa ma sono rimasto in religioso silenzio per rispettare le celebrazioni in onore di Maria Santissima di Siponto. Per lealtà e correttezza, principi cardini della mia scuola politica, ho per primo informato il sindaco Gianni Rotice della mia decisione. Ringrazio tutti coloro che hanno creduto in me e sempre mi hanno sostenuto”. Uno scarno comunicato per dire addio all’amministrazione comunale di Manfredonia. Una decisione nell’aria alla luce delle evidenti crepe che da mesi caratterizzano la giunta sipontina. Palumbo avrebbe solo anticipato i tempi, probabilmente sarebbe stato comunque rimosso in seguito ad alcuni contrasti su Borgo Mezzanone e su una gara d’appalto al cimitero dove l’assessore aveva un’altra delega.
Nei prossimi giorni, come anticipato da l’Immediato, ci dovrebbe essere un rimpasto della squadra di governo, al momento del tutto inadeguata per gestire un Comune complesso come Manfredonia. Potrebbero restare a galla soltanto il vicesindaco Giuseppe Basta, figlio di Michelangelo Basta, uomo di punta di Forza Italia, al centro delle cronache per un incontro riservato col boss Pasquale “Fic Secc” Ricucci, e Antonio Vitulano, giovane assessore platinato della famiglia proprietaria dei “Vitulano Drugstore”, sponsor del Manfredonia Calcio e di vari eventi sportivi e sociali in città.

“Decisioni prese nel chiuso di qualche stanza”
Sull’addio di Palumbo si è espresso il gruppo “Città Protagonista” che era a sostegno dell’assessore dimissionario: “In questi impegnativi mesi di governo cittadino il sostegno di Città Protagonista a questa amministrazione non è mai mancato anche quando non eravamo ascoltati e le nostre idee accantonate, anzi abbiamo sostenuto con più forza consiglieri, assessori e sindaco nei momenti in cui gli attacchi erano più duri, calunniosi e precostituiti – riporta una nota di ‘Città Protagonista’ -. L’assessore Palumbo, a nome di Città Protagonista, con la sua assidua e utile presenza, sempre riconosciuta pubblicamente dallo stesso sindaco, senza fronzoli, ma leale e costruttiva, ha impersonato questo impegno e il desiderio di riconsegnare una città migliore ai suoi cittadini. Comprendiamo il difficile momento che l’amministrazione sta attraversando per tutto quanto avviene all’interno e, soprattutto, all’esterno del Consiglio comunale, ma sono questi i frangenti in cui un leader si distingue, difendendo la sua squadra di governo, arginando aggressioni personali e politiche con arguzia e intelligenza, evitando operazioni di falso sviluppo del territorio ed emarginando coloro che, fin dentro la stessa maggioranza, sguazzano nel fango e nella più totale ignoranza politico-amministrativa“.

E ancora: “È utile però ribadire ciò di cui siamo convinti, da sempre, le decisioni che mettono in gioco il futuro di una comunità non vanno prese con sospetta fretta e nel chiuso di qualche stanza, tali atti, fondamentali per il nostro territorio, vanno approfonditi in un contesto politico con tutte le forze di maggioranza ed eventualmente condivisi in un luogo istituzionale quale il Consiglio comunale.
L’approvazione in Giunta di un protocollo di intesa con il Consorzio Asi di Foggia che prevede iniziative imprenditoriali nel settore agro-alimentare, sul territorio di Borgo Mezzanone, senza alcuna condivisa e approfondita analisi delle conseguenze di natura non solo economica, ma anche sociale per la nostra comunità, nonostante una richiesta di approfondimento nella coalizione di maggioranza e l’astensione di tre assessori tra cui Libero Palumbo, che di conseguenza si è dimesso dall’incarico di assessore agli Affari generali e personale, non può passare inosservata, e costringe, oggi, Città Protagonista, ad interrompere la collaborazione con questa amministrazione convinti, da parte nostra, di aver agito sempre con lealtà e coerenza. Ci rendiamo conto che questi sono i giorni della fede e andrebbero rispettati, ma non c’è stato concesso altra possibilità e la difesa della città e la nostra autonomia di pensiero non ci permettono di fare passi indietro per dare spazio a nuovi incompetenti e malintenzionati profeti di un progresso sociale che tale non è. Ai nostri elettori, amici e alleati: Niente è perduto… la verità dei fatti è figlia del tempo“. (Nella foto in alto, Palumbo, Basta e Vitulano; nel riquadro, l’onorevole Gatta con il sindaco Rotice)
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