È forte l’insoddisfazione da parte dei futuri candidati consiglieri al Comune di Foggia, sciolto per infiltrazioni mafiose, dove si vota il 22 e 23 ottobre, per l’assenza del candidato sindaco nel centrodestra, la cui sintesi è ancora in alto mare tra Puglia e Albania.
È tale l’insofferenza che soprattutto nel partito della premier Giorgia Meloni più di un potenziale candidato per l’assise comunale ha cominciato a tappezzare la città con i propri manifesti elettorali 70×100.
È il caso di Gianni di Lauro, che dopo il “fallimento” come collaboratore della senatrice Annamaria Fallucchi per la selezione del candidato primo cittadino nella società civile, ora gioca in proprio. Oppure anche di Maurizio Accettulli, sempre di stretta osservanza fittiana. Non sono mancate le ire dei vertici di Fratelli d’Italia.
È netto il parlamentare Giandonato La Salandra. “Noi abbiamo trasmesso agli uffici dell’Antimafia i nomi di quelli che hanno chiesto di candidarsi in FdI. Gli Uffici faranno le verifiche di legge. Che alcuni abbiano già deciso di uscire con manifesti elettorali le posso considerare come delle estemporanee. Basti pensare che nessuno ha ad oggi dato indicazioni su quale simbolo sarà effettivamente usato alle prossime elezioni amministrative. Essendo estemporanee personali, se qualcuno avrà sorprese si assumerà le proprie responsabilità in termini di credibilità personale. Ripeto: FdI ha trasmetto la propria lista con i possibili candidati all’antimafia per la nuova normativa. Sono libere scelte di quelli che vogliono candidarsi. Non so quanto opportune, considerando che usano simboli non ancora depositati nel fascicolo di presentazione ufficiale della lista”.
“Di Lauro ha avuto la presunzione (errata) di partire per primo per “fregare la concorrenza”. Tuttavia vi è una vibrata protesta sottoscritta da alcuni candidati in pectore, sul tavolo di Galeazzo Bignami
poiché si utilizzano simboli diversi ed errati, dimostrando di essere i soliti democristiani di ultima generazione”, rimarca un vecchio politico della Fiamma, dove il dissidio con i fittiani rimane apertissimo.
Più conciliante il consigliere regionale Giannicola De Leonardis, che potrebbe essere “costretto” a scendere in campo in prima persona.
“Ci sono manifesti anche per i candidati di Angiola e De Sabato, neanche loro hanno ancora depositato le liste”, osserva serafico.












