Non c’è pace a Manfredonia sul fronte delle tasse. In questi giorni i cittadini stanno ricevendo a casa le cartelle esattoriali relative alla Tari con consistenti aumenti, e nei prossimi giorni sono attese le cartelle relative al pagamento della tassa sul suolo pubblico. Esercenti sul piede di guerra.
“Temiamo la conferma delle tariffe dello scorso anno – racconta ai nostri microfoni Francesco Palmieri, portavoce di Unionimprese Italia – con cifre esorbitanti con un aumento pari al 350%. Noi esercenti difficilmente riusciremo a pagare questi importi. Nemmeno nelle grandi città come Roma, Firenze, Venezia pagano così tanto. Anzi, le tariffe sono 1/3 di quelle di Manfredonia. Una situazione incresciosa che abbiamo più volte manifestato ma senza avere risposte. Noi le tasse le vogliamo pagare ma devono essere eque, le devono pagare tutti. Chiediamo al Comune di Manfredonia di fare subito un censimento di tutti i fruitori di occupazione di suolo pubblico sui quali ripartire il tributo. Pagare tutti per pagare di meno tutti. Una mina vagante che politicamente nessuno vuole gestire. Sindaco e assessore ci hanno sempre promesso che avrebbero trovato una soluzione, ma ad oggi nulla. Questo ci ha portati a presentare ricorso al Tar. Un esempio? Io ho un chiosco bar, fino al 2019 pagavo 1600 euro, oggi pago più di 7000 euro. Vorrei aggiungere che attraverso i tavolini nelle piazze offriamo un servizio all’ospitalità di questa città che a breve potrebbe trovarsi senza sedie e tavolini all’esterno”.












