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Home - “Obbligo di telecamere in tutte le strutture socio sanitarie”, la proposta in Puglia dopo le violenze in corsia nel Foggiano

“Obbligo di telecamere in tutte le strutture socio sanitarie”, la proposta in Puglia dopo le violenze in corsia nel Foggiano

Di Redazione
8 Febbraio 2023
in Politica
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“Obbligo di installazione di telecamere all’interno di strutture socio-sanitarie o assistenziali pena la revoca automatica dell’accreditamento istituzionale e delle autorizzazioni all’esercizio dell’attività, ma anche l’obbligo di percorsi formativi permanenti e di verifiche periodiche obbligatorie sulla professionalità e sul mantenimento delle capacità psico-attitudinali a relazionarsi, in condizioni di stress, con soggetti vulnerabili. E poi l’estensione, ove possibile, delle visite dei parenti lungo l’intero arco della giornata. Queste sono solo alcune delle disposizioni contenute nella proposta di legge che ho presentato in Regione Puglia”.

Lo annuncia il consigliere regionale Antonio Tutolo (Gruppo Misto) che ha preparato un provvedimento legislativo volto a tutelare i cittadini fragili e a impedire che si ripetano inaccettabili violenze fisiche e psicologiche.

“È nostro dovere – dichiara Tutolo – proteggere in ogni modo quelle persone che non sono nelle condizioni di potersi difendere da sole o di denunciare i soprusi subiti. Ed è in questo senso che va la mia proposta di legge che introduce strumenti normativi mirati a tutelare da condotte scellerate anziani e disabili inermi, e, nel medesimo tempo, a dare serenità alle famiglie che affidano i propri cari a strutture da cui è legittimo attendersi cura, assistenza e rispetto.
Quelle che ho presentato sono dunque delle disposizioni per prevenire e contrastare condotte di maltrattamento o di abuso, anche di natura psicologica, in danno di anziani e persone con disabilità nell’ambito delle strutture socio-sanitarie e socio-assistenziali a carattere residenziale, semi-residenziale o diurno. La norma stabilisce che l’installazione dei sistemi di videosorveglianza deve essere effettuata in conformità degli attuali regolamenti nazionali ed europei sulla privacy e sui diritti delle persone con disabilità e per la loro attivazione sarà necessario acquisire il consenso degli ospiti o dei loro tutori. È previsto che la presenza di detto sistema debba essere adeguatamente segnalata a tutti i soggetti che accedono all’area video sorvegliata e che le registrazioni debbano essere effettuate in modalità criptata e visionate esclusivamente dall’Autorità giudiziaria, a seguito di segnalazioni da parte dei soggetti interessati, familiari o degenti. L’installazione dovrà rientrare tra i requisiti previsti per l’accreditamento istituzionale con il servizio sanitario regionale ed è requisito indispensabile per ottenere o mantenere, l’autorizzazione all’esercizio dell’attività da parte delle strutture private richiedenti. Nel provvedimento legislativo si tiene conto anche del progressivo logoramento psico-fisico che può derivare dall’espletamento di mansioni che richiedono prestazioni di assistenza continuativa e perciò si prevedono anche verifiche periodiche sulla professionalità e sul mantenimento delle capacità psico-attitudinali del personale. Lungi dal voler colpevolizzare un’intera categoria professionale che ha indubbi meriti da poter vantare, questo, insieme all’obbligo delle telecamere è da intendersi come uno strumento di deterrenza e di tutela per i soggetti più fragili, nell’interesse delle famiglie che nelle strutture sociosanitarie hanno i loro cari e anche degli stessi operatori, medici e assistenti che ogni giorno svolgono il loro lavoro con dedizione ed impegno e che vengono danneggiati sul piano dell’immagine e della loro professionalità dalla presenza di alcuni soggetti irresponsabili.
Infine, il disegno di legge prevede anche la relazione annuale che la Giunta regionale è tenuta a trasmettere al Consiglio Regionale della Puglia in merito all’attuazione della legge e ai dati rilevati dalle autorità competenti sulle condotte di maltrattamento o di abuso anche psicologico commesse. Il tutto senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza regionale.
Ritengo che questo sia un passo decisivo verso la riconquista della dignità umana e professionale di tanti cittadini – conclude il consigliere – e confido in una larga condivisione di questa legge, aperta alle opportune modifiche, all’interno del Consiglio, che spero le dia priorità”.

Tags: violenze Rsa
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