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Home - “A Foggia nuovi sfratti e sgomberi nelle prossime settimane, dobbiamo metterci gli elmetti”. L’annuncio di Liscio

“A Foggia nuovi sfratti e sgomberi nelle prossime settimane, dobbiamo metterci gli elmetti”. L’annuncio di Liscio

Di Antonella Soccio
20 Gennaio 2023
in Amministrativa, Immediato TV
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Riconnettere all’agenzia un mondo disagiato e rimasto ai margini, per avviare un processo di “sghettizzazione”, grazie a riqualificazioni e nuovi sgomberi, capace di migliorare la qualità della vita e dell’abitare.

È questa la mission che si è dato il neo presidente di Arca Capitanata Pippo Liscio, dirigente Asl di lungo corso, tra gli autori dell’internalizzazione di Sanitaservice in Capitanata e oggi chiamato dal presidente della Regione Puglia Michele Emiliano a governare una serie di finanziamenti, di appalti realizzativi di edilizia residenziale pubblica e cantieri, pari a 100 milioni di euro, che farebbero tremare i polsi a chiunque.

“Mi sono insediato, con una situazione molto complicata ed intricata. Le Arca hanno dei grandi temi da risolvere. Il primo è: Imu sì o Imu no? Se tutti i Comuni ci chiedessero l’Imu la somma da versare sarebbe superiore a quella che incassiamo dai canoni. Per gli alloggi sociali non dovrebbe essere pagato, ma le norme lasciano spazio all’interpretazione e si potrebbero aprire lunghi contenziosi tributari. Abbiamo canoni ancora di 25 o 40 euro, è un problema importante da dipanare”, dice in esordio Liscio dal suo studio in via Caggese.

Su Foggia città poi esistono criticità molto annose. Una di queste è “la cattiva abitudine della morosità”, che il suo predecessore, l’avvocato Denny Pascarella ha tentato di scardinare, senza riuscirvi appieno e che ammonta a diverse centinaia di migliaia di euro.

“La morosità è molto alta, non si è messo mano a questo capitolo, la guida di Denny si è concentrata sull’ottenimento di finanziamenti importanti, ma che oggi dobbiamo mettere a regime, con la discreta organizzazione che abbiamo, ossia 50 unità sulle 70 previste. C’è un solo dirigente che è anche direttore, e anche Rup in moltissimi casi”.

È l’acquisizione dei 40 ettari dentro il perimetro del Don Uva la vera chance della città capoluogo, laddove invece è stata già pubblicata la gara per 13 milioni di euro per la sostituzione edilizia del patrimonio Erp di Cerignola, per migliorare la qualità costruttiva e socio abitativa degli alloggi. “Nell’accordo di programma di Foggia si prevedeva la realizzazione con un primo finanziamento di 65 alloggi e di alcuni servizi annessi, come un palazzetto dello sport. Con i commissari verificheremo se ha senso oppure no costruire un palazzetto, se è ancora utile”.

Dall’insediamento avvenuto alla fine del 2022 ad oggi, Liscio è stato impegnato e “travolto” dagli sgomberi, dagli sfratti. La bonifica attuata dalla Prefettura è ingente.

Il tema della legalità, dopo le occupazioni e le tante case popolari gestite dalla criminalità organizzata, così come accertato dalle indagini e indicato nella relazione prefettizia di scioglimento del Comune di Foggia per infiltrazioni mafiose, è centrale per l’Arca Capitanata.

“Gli sgomberi non sono merito nostro, è il prefetto Maurizio Valiante che ha avviato questo impulso forte di bonifica del territorio insieme al colonnello dei carabinieri e al questore. Sono previsti nuovi sfratti e sgomberi nelle prossime settimane, dobbiamo metterci gli elmetti. Ma questo processo può finalmente creare una possibilità di riscatto per procedere più velocemente nella risoluzione dell’emergenza abitativa».

Gli alloggi censiti in mano ai boss delle batterie e ai loro affiliati o parenti a Foggia sono 220. Tutti ancora da sgomberare. Una situazione numericamente delicata, per la quale “sicuramente c’è stato un coinvolgimento forte”, spiega il presidente, anche dell’apparato comunale. Nelle graduatorie, nelle assegnazioni e in certi riscatti con vendite fittizie.

L’idea di Liscio è netta. “Dare la percezione che le occupazioni abusive non sono più tollerate e consentite e che per certe dinamiche non pesa più l’intervento della malavita significa recuperare e rimettere in circolo il patrimonio edilizio residenziale pubblico ed innescare un processo virtuoso di assegnazioni. Se riuscissimo poi ad alzare la qualità abitativa riusciremmo ad avviare un vero cambiamento”.

Secondo il presidente la “vera svolta” si potrebbe avere con la proroga del superbonus 110, grazie alla quale si potrebbero riammodernare e riqualificare i complessi di case popolari, con un grado di vetustà imbarazzante. E al contempo elevare la condizione, l’identità e il rispetto per l’immobile di chi vive in quelle case popolari. “Chiedere agli assegnatari di mantenere un buon livello manutentivo dell’alloggio popolare è inverosimile se poi in quello stesso alloggio ci piove dentro”.

Tags: Arca CapitanataPippo Liscio
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