Falsi diplomi, Marinacci teneva personalmente i corsi e le commissioni d’esame. Poi consegnava i titoli

Nuovi dettagli sull’operazione che ha portato all’arresto dell’ex deputato di San Nicandro Garganico. Ma il caso sarebbe solo la punta dell’iceberg di un sistema ben più ampio

Corsi oss del tutto irregolari al Centro Studi Manzoni di San Nicandro Garganico facente capo a Nicandro Marinacci, ex deputato ed ex sindaco del piccolo comune del promontorio. Il politico era coadiuvato dal figlio Vincenzo, attuale consigliere comunale di centrodestra all’opposizione, e dal segretario Roberto Melchionda. Per Nicandro Marinacci è stato disposto il carcere, per gli altri due i domiciliari.

Secondo l’impianto accusatorio, gli indagati avrebbero organizzato corsi di formazione professionale per oss del tutto irregolari, con tanto di attestato ai partecipanti. “Il sodalizio criminale ha costruito una vera e propria fabbrica del falso”, hanno evidenziato gli inquirenti. Qualcuno avrebbe versato persino 25mila euro per ottenere il falso diploma per poi ritrovarsi con un pugno di mosche in mano. Sarebbero stati rilasciati attestati falsi anche per partecipare a selezioni pubbliche e per le graduatorie del personale Ata.

L’inchiesta, denominata “Azzeccagarbugli”, riguarda 33 persone accusate a vario titolo di 78 capi d’imputazione per fatti avvenuti tra il 2017 e il 2022. Il pm aveva chiesto l’arresto anche per una quarta persona ma – a parere del gip – non sarebbero emersi gravi indizi di colpevolezza.

Marinacci era il deus ex machina secondo la ricostruzione di chi indaga: “Capo dell’associazione per delinquere, ha diretto per alcuni periodi formalmente e sempre di fatto, le società che si sono avvicendate nella gestione dell’istituto Manzoni, organizzando falsi corsi di formazione abilitanti allo svolgimento dell’attività di oss. Ha svolto personalmente lezioni, partecipato alle commissioni d’esame e consegnato falsi titoli abilitati agli studenti”.

Se qualche studente si accorgeva della falsità dei titoli, Marinacci forniva “falsi attestati di formazione rilasciati da una cooperativa sociale della provincia di Napoli”. Avrebbe inoltre compiuto irregolarità “nei corsi di formazione a cui venivano fatti partecipare gli studenti truffati attraverso un consorzio di Napoli in modo da sanare le pregresse posizioni”.

Complici il figlio Vincenzo e Melchionda i quali “avendo contatti con i partecipanti” avrebbero fornito “false informazioni sull’attività formativa dell’istituto rassicurando gli studenti e avendo contatti con le società campane per organizzare i cosiddetti corsi di riqualifica degli studenti truffati e partecipando in alcune occasioni anche alla materiale formazione dei falsi titoli”. 

L’indagine è partita dalle denunce di alcuni corsisti che si erano visti esclusi dal concorso per entrare al Policlinico Riuniti di Foggia. Altri casi simili, relativi ad altri istituti di formazione, sarebbero stati denunciati da potenziali oss in Capitanata. Non si escludono ulteriori colpi di scena.

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