I rapporti di mafia tra Bat e provincia di Foggia. La Dia: “A Trinitapoli un ‘feroce dualismo’ tra clan”

Focus degli investigatori sull’area di Barletta, Andria e Trani. “Criminalità con un proprio corpus identitario. Ha ampliato il proprio raggio d’azione diversificando le modalità operative”

La relazione della Dia del secondo semestre 2021 riprende le parole dell’allora prefetto Maurizio Valiante – che oggi ricopre lo stesso incarico a Foggia – per definire la mafia della Bat. “Dopo aver inevitabilmente risentito per anni delle ineludibili interferenze dei territori limitrofi di Bari e Foggia, la criminalità del territorio della provincia di Barletta Andria Trani ha oggi acquisito un proprio corpus identitario – divenuto a tutti gli effetti una criminalità autoctona – ampliando il proprio raggio d’azione e diversificando le modalità operative”. Parole dette nel giorno dell’inaugurazione dei tre presidi di legalità – Questura ad Andria, Comando provinciale dei Carabinieri a Trani e Comando provinciale della Guardia di finanza a Barletta.

“Il polimorfismo criminale che caratterizza la Bat è stato più volte descritto anche dal procuratore di Trani, Renato Nitti, a margine dei numerosi incontri sulla legalità tenutisi recentemente nella provincia come ad esempio quello sul tema ‘Cultura della legalità e politiche di sicurezza: per un Paese più vivibile’ organizzato dal CPIA di Andria. Il procuratore ha evidenziato come la criminalità mafiosa nella Bat sia un’emergenza da non sottovalutare anche in considerazione della forte ascesa dei principali fenomeni criminali che attestano ‘un’aggressività verso il tessuto economico imprenditoriale e verso i patrimoni dei cittadini del tutto straordinaria’. La conferma degli allarmanti segnali di gravità della situazione criminale è stata tra l’altro ribadita anche dal Procuratore Generale di Bari, Anna Maria Tosto, in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2022″.

A parere della Dia “le mafie autoctone insediate nella Bat non esercitano un completo dominio su questo territorio e, pur depredandolo, consentirebbero l’operatività anche di clan egemoni altrove. Le delicate fasi di ‘ripresa’ e ‘ricostruzione’ delle attività imprenditoriali a seguito delle gravi ripercussioni economiche originate dalla pandemia potrebbero esporle al rischio di ingerenze da parte della criminalità organizzata. Non a caso continua Valiante: “Le diverse componenti della squadra Stato stanno mettendo in atto nuove strategie per prevenire rischi di interferenze della criminalità organizzata nell’impiego dei fondi del Pnrr e delle poderose risorse già assegnate ai Comuni per la realizzazione delle progettualità strategiche per i rispettivi territori”.

Nella Bat insiste “l’estorsione anche di tipo ambientale a danno di operatori economici spesso vittime di violenze e minacce. Il riferimento è ai ‘sequestri lampo a scopo estorsivo, prova concreta ed evidente della nuova dimensione acquisita dalle organizzazioni criminali che operano sul territorio manu militari’. Sotto questo profilo rilevano gli esiti investigativi delle operazioni ‘Medusa’ e ‘Immortale’ condotte dai carabinieri il 5 luglio 2021 che costituiscono il punto di arrivo di una più ampia strategia di contrasto ai fenomeni criminali associativi nella città di Trani iniziata a gennaio 2017 con il fermo per estorsione di un elemento di spicco del gruppo Corda-Lomolino. I filoni di indagine proseguiti sempre nel 2017 con le operazioni ‘Point Break’ e ‘Point Break 2’ hanno rivelato come il predetto gruppo fosse dedito ad una innumerevole serie di estorsioni a danno di operatori commerciali tranesi e dirigesse un altro sodalizio criminale impegnato nello spaccio di sostanze stupefacenti. Sotto il profilo evolutivo gli arresti dei componenti apicali potrebbero determinare in quel territorio l’accrescere delle mire espansionistiche di altri gruppi malavitosi ovvero rafforzare la presenza del clan Capriati e dei Fiore-Risoli di Bari, nonché della criminalità andriese interessata anche alla limitrofa Bisceglie”.

Clima incandescente a Trinitapoli, Margherita di Savoia e Barletta dove “è ormai consolidato il feroce dualismo tra i De Rosa-Miccoli-Buonarota e i Gallone-Carbone. Per quanto concerne l’operatività del primo clan rileva il recentissimo provvedimento di sequestro operato dalla Dia il 25 marzo 2022 nei confronti di un elemento di spicco ‘connotato da pericolosità sociale in relazione al suo coinvolgimento in articolate indagini che avrebbero disvelato l’esistenza di un sodalizio criminale dedito al traffico ed alla commercializzazione di droga sulle piazze di Trinitapoli’. Sempre in tema di stupefacenti ulteriori conferme dello storico legame criminale esistente tra i territori di Trinitapoli e Cerignola provengono dall’indagine ‘Green Power’ condotta dai carabinieri e da cui è emersa la capacità delle organizzazioni e dei sodalizi di produrre autonomamente sostanze stupefacenti da inserire nel mercato del narcotraffico, senza quindi necessariamente rivolgersi a fonti di approvvigionamento esterne”.

Riguardo a Barletta “la mancanza di significativi segnali di effervescenza tra i sodalizi locali grazie all’efficacia dell’azione repressiva condotta dalle Forze di Polizia e dalla Magistratura che ha reso acefalo il clan Cannito-Lattanzio. Alla luce degli eventi registrati nel semestre in esame tuttavia non si esclude la persistenza di eventuali profili di operatività di 4 gruppi la cui esistenza è stata tra l’altro confermata nella motivazione della sentenza pubblicata il 2 novembre 2021 nell’ambito del processo penale relativo all’inchiesta ‘Nabucodonosor’ (2019). Pur non essendovi allo stato elementi circostanziati che lo confermino non si esclude che il fatto di sangue occorso il 20 agosto 2021 possa essere riconducibile alle dinamiche delinquenziali del territorio barlettano connesse con il controllo dell’attività di spaccio di sostanze stupefacenti nell’area”.

Si legge inoltre che “collegato alla criminalità cerignolana e ai Cannito di Barletta è risultato un gruppo delinquenziale emerso nell’ambito dell’indagine ‘Dolus’ condotta dalla Polizia di Stato il 17 novembre 2021 che ha delineato il progressivo affermarsi dell’efferato carisma criminale di un soggetto ‘riuscito ad imporsi nel mercato della droga, diventando un punto di riferimento nello spaccio a Canosa’. I risultati investigativi hanno permesso di far luce su 4 casi di ‘lupara bianca’ commessi tra il 2003 ed il 2015 a Canosa di Puglia e Minervino Murge”.

C’è poi Andria dove “la criminalità organizzata è in rapporti privilegiati con la malavita cerignolana soprattutto nell’ambito degli stupefacenti e in quello predatorio non disdegna contatti e collaborazioni con elementi della criminalità garganica e barese. L’unico sodalizio che si mantiene attivo nella sua tipologia clanica e a connotazione familistica è quello dei Pistillo-Pesce contiguo agli Strisciuglio di Bari. Sulla scena criminale andriese continuano ad essere presenti elementi di spicco dell’ex clan Pastore-Campanale mentre non si segnala, allo stato, l’operatività del gruppo Griner-Capogna”.

“Anche nel semestre in esame oltre al traffico di sostanze stupefacenti si segnalano numerosi reati contro il patrimonio e un’alta incidenza dei reati predatori nel mondo agricolo un settore di incontro e sintesi tra criminalità comune e organizzata. Non si esclude infatti che in tali fattispecie delittuose possa celarsi l’acquisizione/gestione delle aziende rurali, particolarmente appetibili per le possibilità di riciclaggio che presentano e per gli introiti derivanti dai finanziamenti pubblici di cui possono giovarsi.

Nel panorama criminale della provincia di Barletta-Andria-Trani inoltre gli innumerevoli sequestri e rinvenimenti di armi comprovano la capacità aggressiva e le potenzialità offensive dei diversi sodalizi. Per quanto concerne le connivenze con funzionari infedeli, nel semestre un’investigazione coordinata dalla Procura di Trani e condotta dalla Polizia Penitenziaria ha disvelato una zona ‘grigia’ all’interno del carcere di quel territorio. Nel dettaglio alcuni pubblici ufficiali, ritenuti responsabili di peculato, corruzione e concussione, avevano favorito in modo sistematico dei detenuti per quanto riguarda la fruizione dei colloqui con i familiari oltre il numero massimo previsto ovvero in modalità non consentite”.

“Con riferimento alla tutela dell’ambiente e segnatamente alla gestione dei rifiuti segnali dell’in- teresse criminale sono stati colti nel danneggiamento a seguito d’incendio di due autovetture, rispettivamente del custode e del responsabile di un impianto per lo smaltimento di rifiuti speciali. L’evento verificatosi il 27 settembre 2021 segue a distanza di tre giorni la determina con cui la Provincia Bat aveva dato parere favorevole alla Valutazione di Impatto Ambientale per il nuovo progetto della citata struttura”.

“Infine si segnala l’insediamento il 29 luglio 2021 della Commissione di accesso antimafia, nominata dal prefetto di Barletta Andria Trani su delega del Ministro dell’Interno, presso il comune di Trinitapoli per svolgere accertamenti mirati ed approfonditi volti a verificare la sussistenza di eventuali forme di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso o similare tali da determinare un’alterazione del processo di formazione della volontà degli organi elettivi ed amministrativi e da compromettere il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione Comunale, nonché il regolare funzionamento dei servizi ad essa affidata”. Il Comune di Trinitapoli è stato poi sciolto per mafia.

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