Una frode fiscale legata all’utilizzo di carburante agevolato destinato alla pesca è stata scoperta dalla Guardia di Finanza nel porto di Margherita di Savoia. L’attività investigativa, condotta dai militari del Comando Provinciale di Barletta Andria Trani, ha consentito di individuare sei comandanti di pescherecci che avrebbero utilizzato per finalità diverse da quelle consentite dalla legge oltre 15 tonnellate di carburante acquistato in esenzione d’accisa.
I controlli sui pescherecci
L’operazione rientra nelle attività di prevenzione e contrasto delle frodi nel settore dei carburanti. I finanzieri della Tenenza di Margherita di Savoia hanno concentrato l’attenzione su alcuni operatori economici attivi nel comparto della pesca locale, sottoponendo a verifica le attività svolte dai pescherecci ormeggiati nella marina cittadina.
Gli accertamenti sono stati effettuati attraverso l’analisi dei tracciati delle uscite in mare delle imbarcazioni e il confronto tra i dati registrati dalle dotazioni elettroniche obbligatorie di bordo e le dichiarazioni rese dai comandanti all’Ufficio marittimo della Capitaneria di Porto.
Le irregolarità riscontrate
Dalle verifiche sarebbero emerse ripetute discrepanze tra le ore realmente trascorse in attività di pesca e quelle ufficialmente dichiarate come ore di navigazione. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, tali anomalie avrebbero consentito di ottenere quantitativi di carburante agevolato superiori a quelli spettanti.
Al termine degli approfondimenti ispettivi, la Guardia di Finanza ha contestato a sei comandanti di altrettanti pescherecci la distrazione dall’uso consentito dalla normativa di circa 15,3 tonnellate di carburante acquistato beneficiando dell’esenzione fiscale prevista per il settore della pesca.
Possibili sanzioni fino a 130mila euro
Gli esiti dell’attività sono stati trasmessi all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che procederà alla quantificazione delle sanzioni amministrative previste dalla normativa. L’importo complessivo potrebbe raggiungere circa 130mila euro.
L’impegno contro le frodi sulle accise
L’operazione conferma l’attenzione della Guardia di Finanza verso il contrasto delle frodi nel settore delle accise, fenomeni che determinano un danno alle entrate erariali e alterano le regole della concorrenza, penalizzando gli operatori economici che rispettano le disposizioni di legge.










